Viterbo: sciame sismico desta preoccupazione. Oltre 60 scosse in 7 giorni

Viterbo: sciame sismico desta preoccupazione. Oltre 60 scosse in 7 giorni

Viterbo: sciame sismico desta preoccupazione. Oltre 60 scosse in 7 giorni nel territorio a nord del lago di Bolsena. Solo nella giornata di ieri ci sono state 6 scosse con magnitudo superiore a 2.0 con epicentri compresi tra Bolsena e San Lorenzo Nuovo. Nei giorni precedenti varie scosse sismiche avevano avuto epicentro invece nella adiacente zona di Castel Giorgio che invece ricade nell’adiacente provincia di Terni.
Tutti gli eventi tellurici hanno avuto profondità ipocentrale tra i 7 e gli 11 km. Un periodo ricco di zone sismiche attive come lo sciame sismico in Sicilia o quello a Pozzuoli. Senza dimenticare la scossa inattesa a Roma dell’11 maggio 2020.

Terremoto lago di Bolsena: c’è davvero bisogno di preoccuparsi?

Terremoto lago di Bolsena: c’è davvero bisogno di preoccuparsi? Anche se lo sciame sismico a nord del lago di Bolsena preoccupa le popolazioni, appare essere di entità abbastanza modesta. Le scosse, anche se numerose, sono sempre state inferiori a 2.5 Ritcher, il che significa che la maggior parte (se non tutti) i terremoti avvenuti sono stati impercettibili.
Il fatto che il territorio stia vivendo uno sciame sismico non è una novità. La zona è sismicamente attiva ed in passato ci sono stati altri terremoti spesso di magnitudo importante.
Guardando la mappa di pericolosità sismica si scopre infatti che è attesa in zona una accelerazione massima del suolo tra 0.125 e 0.150 (g). Quindi la zona ha una pericolosità sismica medio-bassa. Quindi nessuna preoccupazione di troppo bensì la consapevolezza che potrebbe verificarsi un sisma con magnitudo prossima a 5.0 Ritcher. Nessun allarmismo ma presa di coscienza del fatto che viviamo in un paese sismico (eartquake culture). Bisogna farsi sempre trovare preparati e seguire le indicazioni di sicurezza in caso di terremoto.

I terremoti più forti della Tuscia e lo tsunami del lago di Bolsena

La Tuscia viterbese, come detto, è caratterizzata da una sismicità presente ma non preoccupante.

Analizzando il database sismico dell’INGV si possono vedere dove sono stati i terremoti più forti della zona.

Mappa dei terremoti più forti a nord di Bolsena

Negli ultimi 45 anni il sisma più forte è stato quello con M 4.1 a Castel Giorgio (TR) del 30 maggio 2016.
A Bolsena, sempre negli ultimi 45 anni, il terremoto più forte è avvenuto il 9 febbraio del 1994 con M 3.5.
Il sisma più forte della zona, però, è avvenuto l’11 giugno del 1695 dove un terremoto con magnitudo 5.7 sconvolse Bagnoregio e causò gravi danni in tutto il viterbese. Il sisma provocò una frana sulle pendici del lago di Bolsena che generò uno potente tsunami con onde di 4 metri che allagarono le campagne intorno al lago per 3 km.

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Sciame sismico in Sicilia: bisogna preoccuparsi?

Sciame sismico in Sicilia: bisogna preoccuparsi?

Sciame sismico in Sicilia: bisogna preoccuparsi? Lo sciame è in corso da giorni e sta sviluppando terremoti sempre più forti. Sta colpendo zone diverse, da Enna a Bompietro a Troina.

Lo sciame è da considerarsi legato ai fenomeni eruttivi in atto sul vicino vulcano Etna oppure apre nuovi scenari sismici e pericoli futuri?

Il vulcano Etna, il più alto vulcano attivo della placca euroasiatica, sta mostrando una importante attività in queste settimane. Infatti dal 19 aprile 2020 nell’area del “cratere SEC”, spiegano i vulcanologi dell’Ingv di Catania, si evidenzia un’attività stromboliana accompagnata da intenso degassamento.

Nelle ultime ore però, all’attività eruttiva del vulcano, si sta accompagnando uno sciame sismico con il terremoto a Troina oggi, nel territorio dei mondi Nebrodi.

Troina, paesotto ai piedi dei monti Nebrodi, che oggi non è famosa in Italia solo come focolaio del coronavirus in Sicilia.

I monti Nebrodi sono stati investiti negli anni da diversi terremoti distruttivi. Il più recente dei quali risale al sisma del 31 ottobre 1961 con epicentro vicino Capizzi (EN) con intensità 8 della scala MCS e magnitudo Mw 5.33. In quegli anni era attivo anche l’Etna con eruzioni varie dal cratere di nord-est.

Terremoto magnitudo ML3.5 a Blufi (PA)

Un terremoto di ML3.5 ad una profondità di 36km vicino Blufi e Bompietro (PA). Un caso abbastanza isolato in un territorio che ha sempre subito gli effetti di terremoti, violenti, avvenuti in altre zone come sui monti Nebrodi o sui Monti Madonie.

Sciame sismico vicino a Troina

Lo sciame sismico che sta destando più preoccupazione in questi giorni è sicuramente quello localizzato a Troina (EN).

La zona non è sismicamente molto attiva ed ha un Peak ground acceleration (PGA) compreso tra 0,100 e 0,125 come evidente nella Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale(INGV). Piuttosto è prossima a zone sismicamente attive e, in particolare, al vulcano Etna.

Pericolosità sismica Troina (EN) - Fonte INGV
Pericolosità sismica Troina (EN) – Fonte INGV

Lo sciame di Troina si è attivato prima dell’inizio dell’eruzione dell’Etna, ossia il 18 aprile 2020 con un sisma ML 2.2 fino ad arrivare al terremoto oggi 25 aprile 2020:

  • 18/04/2020 : ML2.4
  • 20/04/2020 : ML2.1
  • 23/04/2020 : ML3.0
  • 23/04/2020 : ML2.7
  • 23/04/2020 : ML2.1
  • 23/04/2020 : ML2.3
  • 23/04/2020 : ML2.3
  • 23/04/2020 : ML2.2
  • 24/04/2020 : ML2.4
  • 24/04/2020 : ML2.0
  • 25/04/2020 : ML3.2
  • 25/04/2020 : ML2.4
  • 25/04/2020 : ML3.5
  • 25/04/2020 : ML2.6

Sovrapponendo le zone sismogeniche DISS.3 della Sicilia con i terremoti con magnitudo maggiore a ML3.0 si nota che la zona più attiva è proprio quella di Troina e Blufi-Bompietro. Tutti i terremoti dello sciame hanno la stessa caratterizzazione: una profondità prossima ai 30 km.

Questo può avere una molteplicità di interpretazioni. La prima, più ovvia, legata all’attività stromboliana dell’Etna. Come dimostra anche la storicità del terremoto dei Monti Nebrodi del 1961. La seconda ad un accumulo di energia nella parte meridionale dell’isola.

Il silenzio sismico della faglia Catania-Gela-Agrigento

A nord della Sicilia l’attività sismica della zona sismogenica “Southern Tyrrhenian” non è assente. Ciò è dimostrato da una serie di terremoti nel recente passato.

Provando a sovrapporre la mappa DISS.3 delle Zone sismogeniche italiane con gli ultimi terremoti con magnitudo ML>3.0 degli ultimi 365 giorni invece si scoprono cose molte interessanti.

Sovrapposizione DISS.3 con terremoti >3ML ultimi 365 giorni

Si nota un “silenzio” sismico importante in tutta la Zona sismogenica Castelvetrano-Gela e un solo sisma maggiore a ML3.0 a Ramacca il 20 gennaio 2020 (sulla zona sismogenica Gela-Catania) negli ultimi 365 giorni.

Silenzio sismico che è ancora più assordante con un solo sisma Mw4.2 a Palazzolo Acreide (SR) l’8 febbraio 2016 con periodo di studio dal 1985 ad oggi!

La zona sismogenica che unisce l’asse Catania-Gela-Agrigento si sta caricando? Queste zone, capaci di magnitudo ML6.0, potrebbero essere scenario di futuri e prossimi terremoti?

Non possiamo sapere se e quando ci sarà il prossimo terremoto in Sicilia ma di sicuro sappiamo che ci sarà un nuovo forte terremoto nell’isola.

In un periodo dove tutti sono incentrati sui sintomi influenza da coronavirus, prendere coscienza di ciò può salvare molte vite. Mirare ad un accrescimento della cultura del terremoto (earthquake culture). Prepararsi ad un possibile terremoto nei propri territori, adottando metodologie atte ad aumentare la sicurezza in caso di sisma.

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