Confronto tra Terremoti in Islanda e nei Campi Flegrei: Una Prospettiva Geologica

Introduzione: I terremoti, eventi geologici che scuotono la terra, sono fenomeni naturali che affascinano e preoccupano l’umanità da sempre. In questo articolo, esploreremo e confrontiamo i terremoti che hanno colpito l’Islanda e i Campi Flegrei, analizzando le caratteristiche geologiche uniche di entrambe le regioni.

Islanda: Il Paese del Fuoco e del Ghiaccio: L’Islanda è una terra di straordinaria bellezza e attività geologica intensa. Situata sulla linea di separazione tra le placche tettoniche nordamericana ed euroasiatica, l’Islanda è spesso teatro di terremoti significativi. La dorsale medio-atlantica, un sistema di dorsali oceaniche, attraversa il paese, creando un ambiente geologico unico.

I terremoti in Islanda sono spesso associati all’attività vulcanica. L’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull nel 2010, ad esempio, ha causato terremoti significativi, influenzando anche il traffico aereo a livello globale. La combinazione di tettonica delle placche e attività vulcanica rende l’Islanda una delle aree più dinamiche dal punto di vista geologico al mondo.

Campi Flegrei: Il Dormiente nel Cuore del Mediterraneo: Nei Campi Flegrei, situati nella regione dell’Italia meridionale, il terreno è segnato da una vasta caldera vulcanica. Questa caldera è stata formata da eruzioni vulcaniche massive nel corso dei millenni. Mentre la regione potrebbe sembrare tranquilla, è conosciuta per la sua pericolosa storia vulcanica.

I terremoti nei Campi Flegrei sono spesso associati alla pressione magmatica sotto la superficie. L’accumulo di gas e la deformazione del terreno possono provocare scosse sismiche, creando preoccupazioni per la sicurezza della popolazione locale. La natura complessa dei Campi Flegrei presenta sfide uniche nella previsione e nella gestione del rischio sismico.

Confronto tra i Terremoti: Sebbene l’Islanda e i Campi Flegrei siano geologicamente diversi, entrambi sono soggetti a terremoti causati da attività tettonica e vulcanica. Tuttavia, la frequenza e la natura dei terremoti possono variare notevolmente. Mentre l’Islanda è caratterizzata da un ambiente più aperto e remoto, i Campi Flegrei sono situati in una zona densamente popolata, aumentando le sfide legate alla gestione del rischio sismico. In tali zone lavorare sulla prevenzione sismica pare essere la cosa più importante.

Conclusioni: In conclusione, il confronto tra i terremoti in Islanda e nei Campi Flegrei rivela le complesse interazioni tra la tettonica delle placche e l’attività vulcanica. Entrambe le regioni offrono un’opportunità unica per gli scienziati di studiare i processi geologici fondamentali che plasmano il nostro pianeta. Tuttavia, è essenziale comprendere e gestire il rischio sismico in entrambe le aree, garantendo la sicurezza delle comunità locali. L’analisi continua di questi fenomeni geologici contribuirà a migliorare le nostre capacità di prevenire e rispondere ai terremoti in tutto il mondo.

Ricostruzione ad Amatrice: Il Nuovo Ospedale e il Superbonus 110% Guidano la Rinascita dopo il Terremoto del 2016?

Il terremoto che ha colpito Amatrice nel 2016 ha lasciato una profonda cicatrice nella città, ma oggi, grazie a sforzi coordinati e incentivi governativi, si stanno facendo passi significativi nella ricostruzione. Questo articolo esplorerà lo stato attuale della situazione, focalizzandosi sui progressi, le sfide e l’importanza del Superbonus 110%.

Progressi nella Ricostruzione: Il Nuovo Ospedale

Uno dei segnali tangibili di progresso è rappresentato dal nuovo ospedale, un progetto chiave che contribuirà non solo al ripristino della salute pubblica ma anche al rafforzamento delle infrastrutture essenziali. Il suo completamento è atteso con grande attesa dalla comunità e rappresenta un passo avanti significativo nella rinascita di Amatrice.

Sfide e Ostacoli nella Ricostruzione

Tuttavia, la strada verso la completa rinascita non è priva di sfide. Questioni burocratiche, logistica complessa e risorse finanziarie limitate hanno rallentato il processo di ricostruzione, costringendo molte famiglie a fare scelte difficili sulla propria permanenza nella città. È cruciale affrontare queste sfide con soluzioni innovative e interventi tempestivi.

Superbonus 110%: Motore di Sviluppo per Amatrice

In questo contesto, il Superbonus 110% emerge come un elemento chiave per incentivare la ricostruzione. Questa misura governativa offre significativi vantaggi fiscali per interventi antisismici e miglioramenti energetici agli edifici. L’adozione diffusa di questo incentivo ha non solo migliorato la sicurezza strutturale degli edifici ma ha anche stimolato l’occupazione locale e la ripresa economica.

Criticità e Ottimizzazione del Superbonus

Nonostante i benefici, il Superbonus 110% ha suscitato alcune preoccupazioni, come la complessità delle procedure di accesso e la distribuzione equa degli incentivi. È essenziale ottimizzare i processi per garantire che il sostegno raggiunga tutte le fasce della popolazione, assicurando così una ripresa inclusiva ed equa.

Conclusioni: La Resilienza di Amatrice

In conclusione, Amatrice sta compiendo progressi significativi nella sua ricostruzione post-terremoto. Il nuovo ospedale e il Superbonus 110% giocano ruoli cruciali nel processo di rinascita, ma è fondamentale affrontare le sfide in corso con determinazione e cooperazione. La resilienza dimostrata dalla comunità di Amatrice è una fonte di ispirazione, e con il supporto continuo, la città può guardare al futuro con fiducia.

Crollo scuola di Amatrice

La fine dell’uomo che bevve l’acqua di Fukushima

Che fine ha fatto l’uomo che, nel 2011, bevve l’acqua proveniente dalla decontaminazione dell’impianto?

Chi era Yasuhiro Sonoda?

Si trattava di Yasuhiro Sonoda, un parlamentare giapponese che nel 2011 aveva 44 anni e fu sfidato dai pressanti giornalisti a dismostrare pubblicamente che l’acqua proveniente dalla centrale di Fukushima fosse veramente decontaminata.

Essendo funzionario del Governo Giapponese, Sonoda bevve un bicchiere di quell’acqua davanti le telecamere di una emittente televisiva NHX , visivamente turbato e nervoso.

Da dove proveniva l’acqua bevuta da Sonoda?

L’acqua non proveniva dal sistema di raffreddamento messo in piedi da TEPCO per tenere sotto controllo la temperatura dei reattori dopo il meltdown: si trattava di acqua di condensa proveniente direttamente dal core dei reattori, filtrata dal sistema decontaminante predisposto per l’acqua di raffreddamento.

Cosa è poi successo alla salute di Yasuhiro Sonoda?

Nulla. L’ex funzionario giapponese non è morto, contrariamente alle tante bufale che circolano in rete.

Questa bufala è tornata fortemente alla ribalta in occasione delle notizie riguardanti il prossimo sversamento in mare delle acque provenienti dalla centrale.

Oggi l’ex politico Sonoda, secondo quanto riportato da Wikipedia, vende strumenti musicali online per conto di ACD !!!

Passare dalle radiazioni nucleari alle vibrazioni musicali è veramente un attimo!

Quanto si è sollevato il suolo dei Campi Flegrei da gennaio 2023?

Da diversi mesi tutti ne parlano ed il fenomeno sta diventando di interesse nazionale. La zona dei Campi Flegrei, alle porte di Napoli, è unica al mondo per il caratteristico fenomeno del bradisismo flegreo. Tale fenomeno porta ad un periodico innalzamento della crosta terrestre.

Dal 2005 stiamo osservando un progressivo innalzamento del suolo. Spesso accompagnato da terremoti preceduti da un forte boato.

I dati del sollevamento da Gennaio 2023

Studiando il bollettino di monitoraggio dei Campi Flegrei del 26 settembre 2023 si scopre che il sollevamento del suolo è stato di 15cm! Se rapportiamo i dati a gennaio 2011, scopriamo che il suolo si è sollevato di ben 109cm!!!!

La popolazione deve preoccuparsi per questa insolita attività sismica?

Anzitutto chiariamo il concetto che non si tratta di un’attività sismica insolita bensì attesa e normale in quest’area. Specialmente ricordando che fenomeni sismici (più o meno intensi) accompagnano sempre i periodi di sollevamento dell crosta terreste del bradisismo (mentre non sono presente nei periodi di discesa).

Quali armi abbiamo per farci trovare pronti?

La prevenzione è l’unica arma in nostro possesso. Sappiamo che l’area dei Campi Flegrei è potenzialmente molto pericolosa. Attualmente però l’Osservatorio Vesuviano dell’INGV monitore costantemente l’area e, nonostante un’attività sismica più intensa, ritiene che non ci sono elementi sufficienti che preannuncino una vicina catastrofe.

Cerchiamo sempre di mettere in pratica i sette passi della prevenzione sismica. Saremo già a buon punto.

Vasanello (VT): ci saranno repliche al terremoto?

La popolazione è in ansia e si chiede se ci saranno delle repliche al terremoto di magnitudo M2.2 che stamattina si è distintamente avvertito nel paese. Preceduto da un forte boato.

Grazie alla banca dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) possiamo scoprire che per Vasanello (VT) non si tratta della prima volta che vede avvenire un evento tellurico sul suo territorio comunale.

La storia dei terremoti a Vasanello

Dalla storia scopriamo che un evento equiparabile è avvenuto il 26 marzo 2005 quando si registrarono ben tre scosse simili a quella odierna.

Possiamo dire che il paese viterbese non ha una storia ricca di terremoti avvenuti con epicentro sul suo territorio comunale, anche se i cittadini hanno chiaramente avvertito i forti sismi che hanno interessato il Centro Italia (terremoto de L’Aquila 2009 e di Amatrice 2016).

Ma allora possiamo stare tranquilli?

Anche se eventi del genere provocano turbamento e paura, dobbiamo essere consapevoli che Vasanello non è uno dei luoghi più sismicamente attivi d’Italia e che, quindi, potranno esserci altri terremoti in futuro anche se si stima di intensità similare a quella di oggi.

Vasanello è classificato in zona sismica 2B (una zona dove ci si attende un’Ag<0.20 (un’accelerazione al suolo quindi abbastanza debole). Quindi una zona dove ci possono essere forti terremoti ma rari.

La mappa qui sotto riportata, che fa vedere l’epicentro del sisma odierno, fa capire che dal 1000 d.c. ad oggi Vasanello non ha mai avuto un forte terremoto.

Cosa dobbiamo attenderci?

L’Italia è stata dichiarata tutta sismicamente attiva quindi anche luoghi come Vasanello non possono considerarsi a rischio sismico zero.

Questo significa che, come oggi, in futuro potrebbero verificarsi terremoti con magnitudo simile o superiore a quella della scossa di oggi.

Ogni cittadino deve prendere consapevolezza del territorio sul quale vive e, se risiede in zona a rischio sismico elevato deve seguire i consigli della “Sicurezza in 7 passi” che aiutano a prevenire il terremoto.

Paura a Vasanello: terremoto magnitudo 2.2 Ritcher

sisma terrore

Paura nel paese viterbese di Vasanello dove alle 11:34 un terremoto con magnitudo M2.2 è stato chiaramente avvertito dalla popolazione. Epicentro a circa 1 km dal centro cittadino con profondità a 7,7km.

Alcune persone parlano di un forte boato prima del sisma.

Tanta paura ma, per fortuna, al momento non sono segnalati danni a persone o cose.

A darne notizia l’INGV dalle sue pagine. 

Ennesima dimostrazione che, anche oramai sappiamo perfettamente dove un sisma colpirà, a volte un terremoto può avvenire dove non ce lo aspettiamo.

Basta infatti ricordare che, sul territorio italiano, non esiste nessuna zona a rischio sismico zero.

Abbiamo quindi il dovere di lavorare a piccoli passi sulla “earthquake culture” (cultura del terremoto) per prevenire i danni da esso provocati ed evitare vittime.

Il bilancio definitivo del terremoto in Turchia: oltre 50.000 morti

Bilancio definitivo terremoto Turchia: a quasi due mesi di distanza dal pauroso sisma che ha devastato Turchia e Siria il bilancio oramai definitivo.  Gli organi di stampa e di informazione internazionale comunicano numeri spaventosi:

  • Numero di persone coinvolte: 15,8 milioni
  • Numero di morti: 50.096
  • Numero di feriti: 107.204
  • Numero di sfollati: oltre 2 milioni
  • Edificio crollati o da demolire: 164.300

A queste vittime registrate in Turchia vanno aggiunte le 6.790 della Siria.

Il sisma, avvenuto il 6 febbraio 2023 con epicentro a Nord della città di Gaziantep, ha avuto una magnitudo pari a M7.8. Il tremendo sisma è stato preceduto da un fortissimo boato e da strane luci telluriche nel cielo.

La fonte dei dati è l’Emergency Situation Report del 22/03/2023.

Ennesima dimostrazione che oramai sappiamo perfettamente dove un sisma colpirà. Possiamo attenderci anche la magnitudo che sarà in grado di raggiungere. Abbiamo quindi il dovere di lavorare a piccoli passi sulla “earthquake culture” (cultura del terremoto) per prevenire i danni da esso provocati ed evitare vittime.

Esiste un nesso tra cambiamenti climatici e terremoti? La risposta vi sconvolgerà

Esiste un nesso tra cambiamenti climatici e terremoti? La risposta vi sconvolgerà. Proprio così. In un ventennio funestato da grandi cambiamenti climatici e da fortissimi terremoti la domanda sorge spontanea e preoccupante.

Si alza la temperatura e arrivano i terremoti?

Cosa succede quando la temperatura della Terra inizia ad aumentare? Se lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento delle acque sul pianeta sono sicuramente i fenomeni naturali più evidenti, ce ne sono altri frutto di reazioni a catena che gli scienziati dicono di non sottovalutare.

Gli scienziati ci dicono che sì, è possibile che eventi catastrofici sempre più frequenti, come i grandi terremoti che, purtroppo, stanno interessando tutto il mondo, possono essere collegati a quel climate change contro il quale dobbiamo lottare con tutte le nostre forze per evitare il peggio. E la scienza ci spiega il perché.

Cambiamenti climatici e catastrofi

La Terra è come un gigante che dorme.
Con queste parole Bill McGuire, insegnante di geofisica all’University College di Londra e uno dei principali vulcanologi britannici, spiega qual è il possibile collegamento tra cambiamenti climatici ed eventi catastrofici. Nel suo ultimo libro, “Waking The Giant: How A Changing Climate Triggers Earthquakes, Tsunamis And Volcanoes” (2013), il docente spiega che la Terra è un gigante che dorme. Mentre riposa si gira e si rigira per gli stimoli esterni che riceve. Come ad esempio quando placche tettoniche si scontrano o si spostano. Ma secondo l’insegnante inglese anche quello che accade nell’aria può stimolare questi suoi spostamenti.
Il suo lavoro all’epoca venne accusato di essere troppo fantascientifico, poco vicino alla realtà. Ma oggi è stato rivalutato, anche in seguito a maggiori studi eseguiti.
Lui lo sosteneva già nel 2012. A distanza di tempo, molti dei suoi colleghi gli hanno dato ragione.
La Terra è un grande ecosistema, dove ogni piccola modifica ha un’influenza pesante sulla stabilità e l’armonia di questo mondo.

Fonte i404.it .

Atmosfera, idrosfera (e criosfera), biosfera e litosfera formano un ecosistema unico. E “vivono in equilibrio” tra loro. Un cambiamento in una di esse, può provocare cambiamenti anche profondi nelle altre.

Quando la concentrazione di carbonio aumenta nell’atmosfera, aumenta la temperatura sulla Terra, che a sua volta influenza la biosfera modificando la flora e alterando i raccolti. L’aumento di temperatura riduce la capacità di fotosintesi delle piante, che quindi vanno ad assorbire meno CO2. Che continua a crescere. L’innalzamento del termometro favorisce anche lo scioglimento dei ghiacciai, riducendo la criosfera e influenzando l’idrosfera, causando a sua volta un aumento del livello dei mari e andando ad alterare anche il meteo, con siccità o inondazioni sempre più gravi.

Quando nell’era glaciale, tra 20mila e 5mila anni fa, sulla Terra i grandi ghiacciai scomparvero, il livello degli oceani si alzò e sulla terra la pressione del peso di quei ghiacciai venne meno. Si creò un contraccolpo. Scientificamente si chiama “rimbalzo isostatico” o isostasia. È come se una molla fosse stata azionata. La conseguenza principale è stata la comparsa di faglie e l’eruzioni di vulcani. Ma ci sono prove anche di tsunami terribili.

Ovviamente stiamo parlando di un processo lungo. Che può avvenire anche per migliaia di anni. Non siamo ancora al punto in cui si era arrivati nell’era glaciale, anche se le temperature aumentano sempre di più. E gli effetti di quanto descritto sopra si possono già vedere in Alaska. Qui in seguito all’innalzamento delle temperatura e alla diminuzione dei ghiacci si stanno verificando movimenti di faglie che prima erano state “limitate” proprio dalla presenza dei ghiacci. Anche l’esplosione del vulcano Eyjafjallajokull potrebbe essere una conseguenza del surriscaldamento e dei livelli più alti degli oceani. Così come l’aumento di frane. Anche sulle Alpi.

Forte terremoto a largo di Fukushima di 7.3 Ritcher: torna l’incubo!

Un terremoto di magnitudo 7.3 è stato registrato nella regione del Tohoku, a nord est del Giappone, alle 23:36 ora locale (le 15:36 in Italia).

La scossa ha avuto epicentro in mare a largo della prefettura di Fukushima a 60 chilometri di profondità, rende noto la Japan meteorological agency (Jma), che ha lanciato un allarme tsunami e ha classificato l’intensità della scossa in 6 sulla scala nipponica di misurazione massima di 7 livelli.

Fonte Ansa

Avvertito in larga parte del Giappone.

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Terremoto Calabria: non si è trattato della stessa faglia che distrusse Messina

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Terremoto Calabria: non si è trattato della stessa faglia che distrusse Messina

Terremoto Calabria

La violenta scossa avvertita nel vibonese il 20/01/2022 ha messo paura a molti. Molte persone si sono riversate in strada .

Il sisma, con una magnitudo pari a 4.3MW, è avvenuto nella zona: Costa Calabra sud occidentale (Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio di Calabria) come riportato da INGV. La profondità è di 10km.

Il terremoto in Calabria di oggi non è stato originato dalla fascia dal quale partì il grande sisma del 1908

Studiando il database DISS la faglia sulla quale si trova l’ipocentro del sisma di oggi è la faglia di Sant’Eufemia, ben diversa dalla faglia dell’Arco Calabro dove si generò il terribile terremoto del 1908 che distrusse Messina e Reggio Calabria. Quindi non c’è una connessione diretta dal terremoto di Vibo Valentia e Lamezia Terme e quello di Messina.

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Calabria: una sismicità antica e pericolosa la sta avvicinando alla Grecia

La Calabria si sposta in media più di 4 millimetri all’anno. Ciò comporta un aumentare delle forze geologiche sotto la crosta terrestre che a piccoli passi portano verso tremendi terremoti.

Studiando la mappa dell’evento scaricabile direttamente dal sito INGV al seguente link si può capire che questo movimento, lento ed inesorabile, ha portato negli ultimi 400 anni a 3 terremoti devastanti e potentissimi. L’intervallo temporale di ogni terremoto è di circa 100/120 anni.

Dal 1908 in poi non ci sono stati eventi tellurici devastanti, segno che la pericolosità sismica sta crescendo di mese in mese.

Non è possibile prevedere il terremoto ne dove colpirà, ma una buona prevenzione sismica permetterebbe di alleviare i danni da esso causati. Leggi le sette regole della prevenzione sismica.

Nel 2020 altro sciame sismico: Moretti consigliò di dormire in macchina

Lo scorso 24 febbraio 2020 ci furono altre forti scosse nella zona di Cosenza.

Allora, il geologo Moretti (che pe molti anni lavorò proprio sulla sismicità Calabra) avvertì la popolazione dicendo: “Dormite vestiti e tenete la macchina vicino casa, potrebbe venire una scossa seria”

Su quattro terremoti catastrofici che hanno colpito la Calabria settentrionale negli ultimi 400 anni, due (quella del 1638 e quella 1832) sono stati preceduti da una scossa “premonitrice” un giorno prima, conclude Moretti che in quanto geologo è esperto in particolare in materia di storicità dei terremoti.