Il boato che precede il terremoto

Il boato che precede il terremoto è uno degli aspetti scientifici che più terrorizza. Cosa si nasconde dietro il sinistro rumore che spesso anticipa la devastazione?

Ogni terremoto ha una propria storia sismica che lo ha generato e effetti macrosismici unici. 

Molte caratteristiche però si ripetono sempre. Sicuramente una delle caratteristiche più spaventose, anche da ricordare, è il rumore del terremoto

Il rumore che precede un terremoto non è sempre uguale e molto dipende dal grado di impressionabilità di chi lo vive per poi raccontarlo. 

A volte è percepito come un rombo, a volte come un cupo boato altre volte come uno schiocco. 

Scientificamente il boato è causato dalle onde P, le più veloci generate dal terremoto, che si propagano dall’ipocentro in ogni direzione. Le onde P anticipano di qualche secondo, in funzione della magnitudo e della distanza, l’arrivo delle onde S che scuotono il terreno e sono le principali cause di distruzione. In Giappone si usa la velocità delle onde P per inviare un allarme automatico per avvertire la popolazione dell’arrivo di un sisma.

Quando le onde primarie P dall’ipocentro raggiungono la superficie del suolo, quest’ultimo si comporta come una cassa di risonanza facendo a sua volta vibrare l’aria che ne è in contatto. 

La vibrazione del terremoto quindi ha ora due componenti: le vibrazioni che si propagano nel suolo e quelle nell’aria.

Queste ultime, viaggiando mediamente più velocemente di quelle del suolo, raggiungono prima l’orecchio della persona che le percepisce come il rumore del terremoto. Che poi arriva subito dopo.  

Esempi storici di “boati” che hanno generato i terremoti

In rete troviamo tantissime registrazioni audio che raccontano il rumore del terremoto.

Questa ricostruzione audio ci racconta il grande sisma Mw9.0 del Giappone, nel 2011. Incredibile come si uniscono bene prima le onde P poi le onde S:

Oppure un esempio italiano con la percezione del terremoto a Porto San Giorgio il 30 ottobre 2016:

Tornando indietro negli anni, la registrazione del rumore del terremoto dell’Irpinia del 1980:

La percezione sonora del terremoto

A far chiarezza scientifica è un’interessante studio chiamato “Earthquake sound perception” di Patrizia Tosi, Paola Sbarra e Valerio De Rubeis pubblicato su AGU

Dallo studio emerge che il suono è un effetto prodotto da quasi tutti i terremoti. Utilizzando un questionario basato sul web sugli effetti dei terremoti che includeva domande relative al suono sismico, si sono raccolte 77.000 risposte per i recenti terremoti superficiali italiani. Un’analisi dell’attenuazione dell’udibilità ha indicato che la diminuzione della percentuale di intervistati che ascolta il suono era proporzionale al logaritmo della distanza epicentrale e dipendente linearmente dall’entità del terremoto, in conformità con il comportamento dello spostamento del suolo. 

Il suono è uno degli effetti più comuni riportati durante o immediatamente prima dell’inizio delle vibrazioni del suolo causate dai terremoti. In alcuni casi è stato registrato su nastro, aggiungendo prove per frequenze superiori a 20 Hz poiché la risposta del registratore a nastro scende di solito rapidamente al di sotto di tale valore.

Inoltre, è importante considerare i fattori che influenzano la propagazione del suono nello strato affiorante; come altri come la pressione, le variazioni di temperatura e il vento che influenza la propagazione del suono in tutta l’atmosfera. Altre fonti significative di rumore, in particolare nelle aree urbane, sono oggetti i cui movimenti sono amplificati dall’effetto di superficie libera e dalle loro interazioni non lineari. Inoltre, nelle aree urbane la percezione del suono sismico può essere disturbata dal rumore antropico. Tuttavia, questo aspetto del fenomeno sismico non deve essere trascurato. In effetti, sebbene il suono del terremoto non causi danni, può provocare paura e creare panico.

Perchè gli animali possono sentire prima l’arrivo del terremoto

Dai dati sismometrici sappiamo che i terremoti generalmente irradiano onde sismiche principalmente nella gamma di frequenze da 0,01 a 10 Hz, anche se possono generare frequenze più elevate. Gli umani possono sentire le onde sonore principalmente nell’intervallo da 20 a 20.000 Hz. Il risultato è che solo le onde sismiche con l’intonazione più alta (principalmente) risiedono nell’intervallo di frequenze per l’intonazione udibile più bassa, come confermato dalle registrazioni del suono che accompagnano i piccoli terremoti che indicano che le frequenze dominanti erano nell’intervallo da 5 a 60 Hz. Il risultato spiega perché non tutte le persone nello stesso posto ascoltano suoni sismici e perché alcuni animali fuggono nella paura. Molto dipende dalla sensibilità di un organismo ai toni bassi.

L’udibilità del suono del terremoto quindi è un fenomeno complesso indissolubilmente correlato:

  1. alla fonte dell’evento (geometria, magnitudo, profondità, caduta statica e dinamica dello stress);
  2. al terreno (distanza della sorgente, geologia, struttura di attenuazione e topografia);
  3. all’aria (profilo di densità);
  4. alla presenza di oggetti (edifici e mobili);
  5. a fattori umani (soglia di udibilità e rumore antropico). 

 

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2 risposte a “Il boato che precede il terremoto”

  1. Buongiorno! Questa spiegazione sul perché gli animali percepiscono prima di noi i terremoti, non mi torna. Quando si verifico’ il terremoto all’Aquila ero a Spoleto. Una cagnetta, con un comportamento solitamente mooolto diffidente nei miei confronti, mi accolse al cancellodell’azienda. Tremolante, affannata,sbavando sappiccico’ al polpaccio, senza mai staccarsi mi accompagno’ per i cento metri che conducevano all’abitazione, entrò in casa seguitando con quel atteggiamento, guardandomi con occhi di supplica. Erano circa le sette di sera precedente al sisma. Chiamai il suo padrone che viveva in azienda a pochi metri da casa, gli dissi dell’accaduto dicendo che comportamenti del genere potrebbero essere dovuti ad avvelenamento. Invece era terremoto! Nei giorni seguenti imparai a interpretare quei comportamenti potendo prevedere l’entità della prossima scossa (vi fu un lungo sciame sismico) con 9-10 ore di anticipo. Il grado di eccitazione variava a secondo della potenza della scossa in arrivo. Quindi o le onde P a basse frequenze arrivano con laaargo anticipo o i cani sentono qualcos’altro. Capire cosa sia salverebbe tante vite. E poi ci sono cani più sensibili ed altri che non manifestano nessun sentore.

  2. Salve e grazie dell’attenzione dimostrata. Il suo esempio è molto interessante però vale la pensa ricordare che, ad oggi, non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che gli animali riescano a “sentire” prima l’arrivo di un terremoto. Avremo modo di fare un nuovo articolo nelle prossime settimane. Ad oggi solo un caso di “previsione di un terremoto da parte di un animale” è riconosciuto ed è avvenuto in Giappone. Le vorrei ricordare inoltre che la realtà è che OGGI non riusciamo ancora a prevedere i terremoti….figuriamoci a dimostrare che gli animali li sentano prima. Dobbiamo lavorare moltissimo sulla prevenzione del terremoto adottando tutti piccoli standard di sicurezza e comportamentali che ci possono salvare la vita in caso di sisma forte. E l’obiettivo di questo sito rimane quello. Accrescere la cultura del terremoto. Ci segua. E condivida le nostre informazioni.

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