Vivi in zona sismica? Le regole che ti salveranno la vita

Vivi in zona sismica? Le regole che ti salveranno la vita!

Tutta la catena appenninica che, partendo dall’Emilia-Romagna, attraversa da Nord a Sud l’Italia fino ad arrivare in Sicilia è stata fortemente colpita, nel corso dei secoli, da altri eventi sismici. Proprio in queste località è normale attendersi un nuovo evento sismico. Un evento sismico a Cagliari è altamente improbabile. Un terremoto a L’Aquila, a Messina, nella zona dell’Irpinia oppure a Catania è invece certo.

Come posso prepararmi ad un terremoto?

Noi di Prevenzione Terremoto, sulla base di quanto fatto in altri paesi altamente sismici (come la California o il Giappone) diamo semplici indicazioni che possono salvarti la vita in caso di forte sisma. Se vivi in una zona ad alto potenziale sismico. Qui il link diretto.

1.Proteggi il tuo spazio – Proteggi il tuo spazio fissando i mobili alle pareti, togliendo gli oggetti pesanti dai ripiani in alto. Spesso si sottovalutano i pericoli che mobili ed oggetti pesanti costituiscono durante un forte sisma. Guarda il video per capire.  Se non sei sicuro, fatti fare una perizia tecnica di casa tua da un ingegnere. Segui i consigli per diminuire il rischio sismico nella propria casa.

2.Crea un piano di emergenza – Pianifica la sicurezza creando un piano di emergenza. Coordinati con i tuoi familiari in modo che tutti sappiano dove ritrovarsi (ad esempio un luogo pubblico conosciuto) dopo un evento catastrofico. Ognuno ha l’obbligo di portarsi in questo punto prestabilito per ricostruire il nucleo familiare.

3.Organizza i materiali di emergenza – Crea facili ed economici ZAINI SALVAVITA. Posizionali dentro casa in luoghi comodi e conosciuti. Ad esempio uno sotto ad ogni letto. Se la tua casa crolla durante un terremoto c’è l’eventualità che i soccorritori impieghino diverse ore a raggiungerti. Potresti aver modo di raggiungere lo zaino che ti permetterà di sopravvivere. Lo zaino deve contenere le cose necessarie a RESISTERE ALMENO 72 ORE sotto le macerie: una bottiglia di acqua minerale, 3 barrette di cereali, occhiali e mascherina contro la polvere, un paio di guanti, un fischietto e una torcia con delle batterie.

4.Ridurre al minimo le difficoltà finanziarie – Riduci al minimo le difficoltà finanziarie organizzando documenti importanti (magari scansionandoli e salvandoli in servizi Cloud), migliorando il comportamento sismico della tua abitazione e prendendo in considerazione un’assicurazione.

5.Accucciati, copriti e resisti – Accucciati in terra, proteggiti e tieni duro quando la terra trema. Segui le indicazioni di questo video.

6.Migliorare la sicurezza – Migliorare la sicurezza dopo i terremoti evacuando l’abitazione, aiutando i feriti e prevenendo ulteriori danni.

7.Riconnetti e ripristina – Ripristina la vita quotidiana ricollegandoti con gli altri, riparando i danni e ricostruendo la comunità. Sperando nelle Istituzioni……

 

Terremoto in Giappone: che danni avrebbe causato in Italia la stessa scossa?

E’ di poche ore fa la notizia di un violentissimo terremoto in Giappone di magnitudo Richter 7.6, preceduto da un forte boato.

Il sisma, con epicentro nella zona Nord-Est di Anamizu, in una penisola protesa nel mar del Giappone di fronte alle coste della Corea.

Allo stato attuale il sisma ha causato quasi 50 morti, un numero molto elevato specialmente considerando l’alto grado di preparazione al terremoto che esiste in Giappone.

Cosa accadrebbe in Italia se si scatenasse un uguale sisma con Magnitudo Ritcher 7.6 in una zona altamente popolata?

Difficile stabilirlo con esattezza.

Basti pensare però che il terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009 ebbe una magnitudo momento (Mw) di “soli” 6.3 Ritcher che provocò 309 morti.

Cercando di capire l’intensità della scala Ritcher paragonandola all’equivalenza con la potenza di esplosione del TNT basti fare questo raffronto:

  • Sisma Ritcher 6,0 = TNT equivalente 85.000 tonnellate
  • Sisma Ritcher 7,5 = TNT equivalente 2.700.000 tonnellate

Praticamente il terremoto registrato ieri in Giappone ha causato “solo” 50 morti anche se è stato almeno 30 volte più potente di quello de L’Aquila (che ha provocato 309 morti) se lo raffrontiamo in base al TNT equivalente.

Pare evidente che, sperando sempre che non avvenga mai un terremoto così potente in Italia, la nostra bella penisola sarebbe tremendamente vulnerabile a ciò.

Meglio quindi concentrarsi sulla prevenzione e sulla cultura del terremoto, nella speranza che le popolazioni delle zone a più alto rischio sismico adottino almeno i 7 passi della sicurezza sismica.

Paura ad Allerona: la scossa di terremoto più forte [3.6 Ritcher]

Paura ad Allerona, paesino umbro alle porte del Lazio.

Un terremoto di magnitudo ML 3.6 è avvenuto nella zona: 4 km SE Allerona (TR), ad una profondità di 11 km, come segnalato dalla Sala Sismica INGV-Roma.

La popolazione ha nettamente avvertito la scossa, probabilmente preceduta da un boato.

Scossa avvertita anche in molti paesi dell’Alta Tuscia viterbese. 

E’ il terremoto più forte segnalato in zona, ancora più forte della scossa di ML 3.55 avvertita nelle vicinanze il 9 febbraio 1994, sempre verso le 21:00.

Anche nella zona della vicina Orvieto, storicamente, ci sono stati terremoti con magnitudo che può superare ML 5.0.

Bisogna avere paura?

L’Italia è considerata praticamente tutta a rischio sismico quindi dobbiamo convivere con i terremoti, consapevoli che soltanto con una attenta prevenzione si potranno minimizzare gli effetti di un sisma sul territorio.

Seguire i 7 passi della prevenzione sismica, potrebbe essere un buon inizio.

Emissioni CO2 nel mondo: davvero pensi che l’auto elettrica migliorerà la situazione? LEGGI QUI!

Introduzione: Le crescenti preoccupazioni ambientali hanno portato a un’aumento dell’attenzione sulle emissioni di gas serra in vari settori, tra cui quello automobilistico, navale e aereo. In questo articolo cercheremo di esaminare le emissioni prodotte dalle automobili di tutto il mondo, confrontandole con il consumo energetico di navi e aerei commerciali.

Stima molto difficile se non impossibile. Utilizzando i vari canali informativi però cercheremo di essere quanto più realistici possibile.

Le Emissioni delle Automobili nel Mondo

Il settore automobilistico è uno dei principali contributori alle emissioni globali di gas serra. Si stima un parco veicoli di circa 1 milione in tutto il mondo. Considerando che la maggior parte dei veicoli vede la presenza, al suo interno, di pochi occupanti, è logico attendersi un forte impatto delle automobili a livello di emissioni di CO2 in atmosfera. Prevenire ciò è di fondamentale importanza.

Considerando che la maggior parte delle automobili viene usata soltanto poche ore al giorno, stimando un utilizzo medio di 2 ore al giorno con un consumo di 10km/litro, tutte le vetture del mondo consumano 14,5 milioni di tonnellate di carburante al giorno!

Tenuto conto della quasi impossibilità di riuscire a fare una stima attendibile, il dato che ne esce è comunque molto preoccupante ma il confronto con le altre forme di trasporto, navi ed aerei commerciali in primis, nasconde innumerevoli sorprese.

Le Emissioni nei Cieli: Aerei Commerciali

L’aviazione commerciale è un’altra fonte importante di emissioni di gas serra. Questo paragrafo esplorerà il consumo energetico degli aerei commerciali. Secondo i dati aggiornati di ChatGPT ogni giorno ci sono circa 100.000 voli commerciali per un totale di 160.000ore di volo! Considerando un consumo medio, relativo un Boeing 737, di circa 3 litri di combustibile per ogni passeggero e per ogni ora di volo, il traffico aereo consuma ben 90.000 tonnellate di carburante al giorno!

Il Consumo Energetico delle Navi Commerciali

Se i numeri dell’automotive e del traffico aereo appaiono immensi, nulla in confronto al traffico commerciale marittimo!

Le navi commerciali svolgono un ruolo cruciale nel trasporto di merci su scala mondiale, ma il loro consumo energetico ha un impatto significativo sull’ambiente. Grazie al database mondiale MarineTraffic il sito di informazione Agi.it ha stimato, in un mese, 800 milioni di posizionamenti per 18 milioni di navi (media di 1,43 tratte al giorno per nave). Da una semplice valutazione numerica si possono stimare un totale di oltre 125 milioni di imbarcazioni (medio-piccole) oltre le 24000 navi cargo di grandi dimensioni e le 350 navi da crociera . Numeri spaventosi che portano ad una stima di 394 milioni di tonnellate di combustibile al giorno!

Confronto e Implicazioni Globali

Il confronto tra le emissioni delle automobili, il consumo energetico delle navi e le emissioni degli aerei commerciali pare difficoltoso ma mette subito in evidenza una cosa: anche nelle condizioni peggiori immaginabili i consumi legati all’automotive (e quindi le relative emissioni in atmosfera) sono minimi se confrontati con quelli del trasporto aereo/marittimo!

Conclusione

In conclusione, il raffronto tra le emissioni delle automobili, il consumo energetico delle navi e le emissioni degli aerei commerciali evidenzia l’importanza di adottare approcci sostenibili in tutti i settori del trasporto. Le sfide legate alle emissioni richiedono soluzioni innovative e collaborative per ridurre l’impatto ambientale e promuovere un futuro più sostenibile per il nostro pianeta.

Siamo però convinti che la spinta di ogni costruttore (e delle scelte politiche europee) verso automobili elettriche sia davvero la priorità per salvare il pianeta? Siamo convinti che l’impegno (limitato praticamente ai soli stati dell’Unione Europea) per la fine della produzione di auto endotermiche entro il 2035 serva a qualcosa dopo aver letto i numeri sopra?

Tesla, leader innovativo del settore, ha da poco presentato il mostruoso Cybertruck ,ennesima automobile che punta più sull’effetto “wow” che sulla sostenibilità.

Ha senso produrre auto elettriche che montano pneumatici larghi e alti? Suv elettriche che hanno accelerazioni migliori di una supercar endotermica?

Se il fine fosse davvero il risparmio di carburante, non converrebbe barattare l’estetica e le prestazioni con una maggiore autonomia? 

Prevenzione Terremoto, sempre attenta alla salute del nostro unico pianeta e non solo alla prevenzione dai terremoti, crede che bisogna intervenire immediatamente per limitare il traffico aereo (e non incentivarlo come accaduto negli ultimi 15 anni) anche perchè oggi è possibile incontrarsi virtualmente, per lavoro, grazie alle potenzialità dei nostri socials.

Il commercio, la globalizzazione, spingono milioni di utenti ad acquistare effimeri oggetti online (su piattaforme come Wish, Aliexpress, Amazon o Ebay) senza pensare che, gli stessi, arriveranno a casa nostra sprecando milioni di tonnellate di combustibile!

Per un mondo più green dobbiamo, anzitutto, partire da noi e modificare le nostre malsane abitudini commerciali. La vera transizione energetica parte da qui.

Scossa di Terremoto a L’Aquila il 22/11/2023: Ultime Notizie e Implicazioni

Introduzione: L’Italia è stata nuovamente colpita da un evento sismico, con una scossa di terremoto che ha interessato la città di L’Aquila il 22 novembre 2023. In questo articolo, esamineremo gli ultimi sviluppi di questa scossa, le sue possibili implicazioni e forniremo informazioni cruciali per comprendere l’evento.

Descrizione dell’Evento: La scossa di terremoto ha colpito L’Aquila con una magnitudo di 3.0, non ha provocato attualmente preoccupazione tra i residenti e le autorità locali. I dati forniti da INGV indicano un epicentro localizzato a Poggio di Roio, frazione alle porte de L’Aquila.

Aggiornamenti in Tempo Reale: Per rimanere aggiornati sugli sviluppi in tempo reale, è consigliabile seguire i canali ufficiali delle autorità locali e le fonti di notizie affidabili. Le informazioni più recenti possono essere cruciali per la sicurezza e il benessere della comunità. Non si hanno notizie circa un eventuale boato che ha preceduto la scossa.

Preparazione e Pianificazione: La scossa di terremoto sottolinea l’importanza della preparazione e della pianificazione in caso di eventi sismici. I residenti dovrebbero essere consapevoli dei piani di evacuazione, dei punti di raccolta e delle misure di sicurezza nelle proprie comunità. Avere un kit di emergenza con forniture essenziali può essere fondamentale per fronteggiare i periodi successivi a un terremoto.

Implicazioni a Lungo Termine: Dopo un terremoto, ci sono spesso implicazioni a lungo termine per la comunità coinvolta. La ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, il supporto psicologico per coloro che hanno vissuto l’evento e il miglioramento delle misure di sicurezza sismica sono aspetti cruciali che devono essere considerati nelle fasi successive.

Conclusioni: La scossa di terremoto a L’Aquila il 22 novembre 2023 sottolinea la costante necessità di essere preparati e informati di fronte a eventi sismici. La sicurezza della popolazione è la massima priorità, e la collaborazione tra residenti, autorità locali e organizzazioni di soccorso è fondamentale per affrontare le sfide poste da questi eventi naturali. Continueremo a monitorare gli sviluppi e forniremo ulteriori aggiornamenti su questa situazione in evoluzione. Per notizie in tempo reale e informazioni ufficiali, consultare le fonti locali e nazionali.

Confronto tra Terremoti in Islanda e nei Campi Flegrei: Una Prospettiva Geologica

Introduzione: I terremoti, eventi geologici che scuotono la terra, sono fenomeni naturali che affascinano e preoccupano l’umanità da sempre. In questo articolo, esploreremo e confrontiamo i terremoti che hanno colpito l’Islanda e i Campi Flegrei, analizzando le caratteristiche geologiche uniche di entrambe le regioni.

Islanda: Il Paese del Fuoco e del Ghiaccio: L’Islanda è una terra di straordinaria bellezza e attività geologica intensa. Situata sulla linea di separazione tra le placche tettoniche nordamericana ed euroasiatica, l’Islanda è spesso teatro di terremoti significativi. La dorsale medio-atlantica, un sistema di dorsali oceaniche, attraversa il paese, creando un ambiente geologico unico.

I terremoti in Islanda sono spesso associati all’attività vulcanica. L’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull nel 2010, ad esempio, ha causato terremoti significativi, influenzando anche il traffico aereo a livello globale. La combinazione di tettonica delle placche e attività vulcanica rende l’Islanda una delle aree più dinamiche dal punto di vista geologico al mondo.

Campi Flegrei: Il Dormiente nel Cuore del Mediterraneo: Nei Campi Flegrei, situati nella regione dell’Italia meridionale, il terreno è segnato da una vasta caldera vulcanica. Questa caldera è stata formata da eruzioni vulcaniche massive nel corso dei millenni. Mentre la regione potrebbe sembrare tranquilla, è conosciuta per la sua pericolosa storia vulcanica.

I terremoti nei Campi Flegrei sono spesso associati alla pressione magmatica sotto la superficie. L’accumulo di gas e la deformazione del terreno possono provocare scosse sismiche, creando preoccupazioni per la sicurezza della popolazione locale. La natura complessa dei Campi Flegrei presenta sfide uniche nella previsione e nella gestione del rischio sismico.

Confronto tra i Terremoti: Sebbene l’Islanda e i Campi Flegrei siano geologicamente diversi, entrambi sono soggetti a terremoti causati da attività tettonica e vulcanica. Tuttavia, la frequenza e la natura dei terremoti possono variare notevolmente. Mentre l’Islanda è caratterizzata da un ambiente più aperto e remoto, i Campi Flegrei sono situati in una zona densamente popolata, aumentando le sfide legate alla gestione del rischio sismico. In tali zone lavorare sulla prevenzione sismica pare essere la cosa più importante.

Conclusioni: In conclusione, il confronto tra i terremoti in Islanda e nei Campi Flegrei rivela le complesse interazioni tra la tettonica delle placche e l’attività vulcanica. Entrambe le regioni offrono un’opportunità unica per gli scienziati di studiare i processi geologici fondamentali che plasmano il nostro pianeta. Tuttavia, è essenziale comprendere e gestire il rischio sismico in entrambe le aree, garantendo la sicurezza delle comunità locali. L’analisi continua di questi fenomeni geologici contribuirà a migliorare le nostre capacità di prevenire e rispondere ai terremoti in tutto il mondo.

Ricostruzione ad Amatrice: Il Nuovo Ospedale e il Superbonus 110% Guidano la Rinascita dopo il Terremoto del 2016?

Il terremoto che ha colpito Amatrice nel 2016 ha lasciato una profonda cicatrice nella città, ma oggi, grazie a sforzi coordinati e incentivi governativi, si stanno facendo passi significativi nella ricostruzione. Questo articolo esplorerà lo stato attuale della situazione, focalizzandosi sui progressi, le sfide e l’importanza del Superbonus 110%.

Progressi nella Ricostruzione: Il Nuovo Ospedale

Uno dei segnali tangibili di progresso è rappresentato dal nuovo ospedale, un progetto chiave che contribuirà non solo al ripristino della salute pubblica ma anche al rafforzamento delle infrastrutture essenziali. Il suo completamento è atteso con grande attesa dalla comunità e rappresenta un passo avanti significativo nella rinascita di Amatrice.

Sfide e Ostacoli nella Ricostruzione

Tuttavia, la strada verso la completa rinascita non è priva di sfide. Questioni burocratiche, logistica complessa e risorse finanziarie limitate hanno rallentato il processo di ricostruzione, costringendo molte famiglie a fare scelte difficili sulla propria permanenza nella città. È cruciale affrontare queste sfide con soluzioni innovative e interventi tempestivi.

Superbonus 110%: Motore di Sviluppo per Amatrice

In questo contesto, il Superbonus 110% emerge come un elemento chiave per incentivare la ricostruzione. Questa misura governativa offre significativi vantaggi fiscali per interventi antisismici e miglioramenti energetici agli edifici. L’adozione diffusa di questo incentivo ha non solo migliorato la sicurezza strutturale degli edifici ma ha anche stimolato l’occupazione locale e la ripresa economica.

Criticità e Ottimizzazione del Superbonus

Nonostante i benefici, il Superbonus 110% ha suscitato alcune preoccupazioni, come la complessità delle procedure di accesso e la distribuzione equa degli incentivi. È essenziale ottimizzare i processi per garantire che il sostegno raggiunga tutte le fasce della popolazione, assicurando così una ripresa inclusiva ed equa.

Conclusioni: La Resilienza di Amatrice

In conclusione, Amatrice sta compiendo progressi significativi nella sua ricostruzione post-terremoto. Il nuovo ospedale e il Superbonus 110% giocano ruoli cruciali nel processo di rinascita, ma è fondamentale affrontare le sfide in corso con determinazione e cooperazione. La resilienza dimostrata dalla comunità di Amatrice è una fonte di ispirazione, e con il supporto continuo, la città può guardare al futuro con fiducia.

Crollo scuola di Amatrice

La fine dell’uomo che bevve l’acqua di Fukushima

Che fine ha fatto l’uomo che, nel 2011, bevve l’acqua proveniente dalla decontaminazione dell’impianto?

Chi era Yasuhiro Sonoda?

Si trattava di Yasuhiro Sonoda, un parlamentare giapponese che nel 2011 aveva 44 anni e fu sfidato dai pressanti giornalisti a dismostrare pubblicamente che l’acqua proveniente dalla centrale di Fukushima fosse veramente decontaminata.

Essendo funzionario del Governo Giapponese, Sonoda bevve un bicchiere di quell’acqua davanti le telecamere di una emittente televisiva NHX , visivamente turbato e nervoso.

Da dove proveniva l’acqua bevuta da Sonoda?

L’acqua non proveniva dal sistema di raffreddamento messo in piedi da TEPCO per tenere sotto controllo la temperatura dei reattori dopo il meltdown: si trattava di acqua di condensa proveniente direttamente dal core dei reattori, filtrata dal sistema decontaminante predisposto per l’acqua di raffreddamento.

Cosa è poi successo alla salute di Yasuhiro Sonoda?

Nulla. L’ex funzionario giapponese non è morto, contrariamente alle tante bufale che circolano in rete.

Questa bufala è tornata fortemente alla ribalta in occasione delle notizie riguardanti il prossimo sversamento in mare delle acque provenienti dalla centrale.

Oggi l’ex politico Sonoda, secondo quanto riportato da Wikipedia, vende strumenti musicali online per conto di ACD !!!

Passare dalle radiazioni nucleari alle vibrazioni musicali è veramente un attimo!

Quanto si è sollevato il suolo dei Campi Flegrei da gennaio 2023?

Da diversi mesi tutti ne parlano ed il fenomeno sta diventando di interesse nazionale. La zona dei Campi Flegrei, alle porte di Napoli, è unica al mondo per il caratteristico fenomeno del bradisismo flegreo. Tale fenomeno porta ad un periodico innalzamento della crosta terrestre.

Dal 2005 stiamo osservando un progressivo innalzamento del suolo. Spesso accompagnato da terremoti preceduti da un forte boato.

I dati del sollevamento da Gennaio 2023

Studiando il bollettino di monitoraggio dei Campi Flegrei del 26 settembre 2023 si scopre che il sollevamento del suolo è stato di 15cm! Se rapportiamo i dati a gennaio 2011, scopriamo che il suolo si è sollevato di ben 109cm!!!!

La popolazione deve preoccuparsi per questa insolita attività sismica?

Anzitutto chiariamo il concetto che non si tratta di un’attività sismica insolita bensì attesa e normale in quest’area. Specialmente ricordando che fenomeni sismici (più o meno intensi) accompagnano sempre i periodi di sollevamento dell crosta terreste del bradisismo (mentre non sono presente nei periodi di discesa).

Quali armi abbiamo per farci trovare pronti?

La prevenzione è l’unica arma in nostro possesso. Sappiamo che l’area dei Campi Flegrei è potenzialmente molto pericolosa. Attualmente però l’Osservatorio Vesuviano dell’INGV monitore costantemente l’area e, nonostante un’attività sismica più intensa, ritiene che non ci sono elementi sufficienti che preannuncino una vicina catastrofe.

Cerchiamo sempre di mettere in pratica i sette passi della prevenzione sismica. Saremo già a buon punto.

Vasanello (VT): ci saranno repliche al terremoto?

La popolazione è in ansia e si chiede se ci saranno delle repliche al terremoto di magnitudo M2.2 che stamattina si è distintamente avvertito nel paese. Preceduto da un forte boato.

Grazie alla banca dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) possiamo scoprire che per Vasanello (VT) non si tratta della prima volta che vede avvenire un evento tellurico sul suo territorio comunale.

La storia dei terremoti a Vasanello

Dalla storia scopriamo che un evento equiparabile è avvenuto il 26 marzo 2005 quando si registrarono ben tre scosse simili a quella odierna.

Possiamo dire che il paese viterbese non ha una storia ricca di terremoti avvenuti con epicentro sul suo territorio comunale, anche se i cittadini hanno chiaramente avvertito i forti sismi che hanno interessato il Centro Italia (terremoto de L’Aquila 2009 e di Amatrice 2016).

Ma allora possiamo stare tranquilli?

Anche se eventi del genere provocano turbamento e paura, dobbiamo essere consapevoli che Vasanello non è uno dei luoghi più sismicamente attivi d’Italia e che, quindi, potranno esserci altri terremoti in futuro anche se si stima di intensità similare a quella di oggi.

Vasanello è classificato in zona sismica 2B (una zona dove ci si attende un’Ag<0.20 (un’accelerazione al suolo quindi abbastanza debole). Quindi una zona dove ci possono essere forti terremoti ma rari.

La mappa qui sotto riportata, che fa vedere l’epicentro del sisma odierno, fa capire che dal 1000 d.c. ad oggi Vasanello non ha mai avuto un forte terremoto.

Cosa dobbiamo attenderci?

L’Italia è stata dichiarata tutta sismicamente attiva quindi anche luoghi come Vasanello non possono considerarsi a rischio sismico zero.

Questo significa che, come oggi, in futuro potrebbero verificarsi terremoti con magnitudo simile o superiore a quella della scossa di oggi.

Ogni cittadino deve prendere consapevolezza del territorio sul quale vive e, se risiede in zona a rischio sismico elevato deve seguire i consigli della “Sicurezza in 7 passi” che aiutano a prevenire il terremoto.