Campi Flegrei: crisi bradisismica e mercato immobiliare

Studio del mercato immobiliare di Pozzuoli in funzione dell'attività sismica degli ultimi anni

La crisi bradisismica in atto nella zona di Pozzuoli e dei Campi Flegrei sta preoccupando molto gli abitanti della zona. E non solo.

Il mercato immobiliare italiano

Il mercato immobiliare italiano, inclusa la zona dei Campi Flegrei, sta attraversando una fase di stabilizzazione. Dopo un periodo di volatilità dovuto alla pandemia e alla situazione economica globale, si osserva una leggera flessione nei prezzi delle case usate, con una diminuzione dello 0,2% a livello nazionale a gennaio 2024​. In particolare, per la Campania, il prezzo medio di vendita è di circa 1.628 euro/mq, posizionandosi sotto la media nazionale​.

Fattori influenzanti

L’inflazione e l’aumento delle tasse continuano a influenzare negativamente il mercato immobiliare, riducendo la capacità di acquisto e aumentando l’incertezza economica​. Questo, combinato con una diminuzione della fiducia dei consumatori e delle imprese, può portare a un rallentamento delle vendite e a una stabilizzazione o lieve riduzione dei prezzi.

Crisi bradisismica e paura dei terremoti: il caso Pozzuoli

Prendendo a riferimento la zona simbolo dell’attuale crisi bradisismica, Pozzuoli, cerchiamo di capire se c’è una correlazione tra terremoti, paura della popolazione e valutazione degli immobili sul mercato.

Studio del mercato immobiliare di Pozzuoli in funzione dell'attività sismica degli ultimi anni
Analisi del costo di vendita immobiliare di Pozzuoli (PrevenzioneTerremoto.it)

Il grafico sopra è stato tratto da uno dei siti riferimento sul territorio italiano ossia Mercato Immobiliare. L’area di Pozzuoli ha, attualmente, un prezzo di vendita di circa 2.500€/mq con un aumento del +2.92% rispetto allo stesso periodo 2023. Si evince che la zona di Pozzuoli, nonostante la crescente preoccupazione causata dai continui e frequenti terremoti, sta attraversando una fase di crescita del valore degli immobili. Case che, per quanto riguarda Pozzuoli e dintorni, hanno un valore ben superiore alla media annuale della regione Campania (1.628€/mq).

Pozzuoli: affitti in grande aumento

Quello che lascia stupefatti è il valore degli affitti. Nel grafico sotto riportato si nota un andamento in forte crescita del prezzo di affitto al metro quadrato ( +16.40% rispetto allo stesso periodo 2023).

Studio del mercato degli affitti di Pozzuoli in funzione dell'attività sismica degli ultimi anni
Analisi del costo degli affitti di Pozzuoli (PrevenzioneTerremoto.it)

Praticamente il costo di affitto degli immobili ricalca fedelmente l’aumento della sismicità della zona! Questo può essere legato al fatto che i proprietari che hanno immobili sismicamente a norma, affittano gli stessi con un prezzo crescente.

Dopotutto i continui terremoti, molti dei quali con magnitudo importante per l’area, stanno lesionando ed indebolendo il patrimonio edilizio della zona. Più aumentano le case lesionate, più sale il valore degli immobili considerati più sicuri dai possibili acquirenti.

Questo dimostra sempre l’importanza della prevenzione, ad ogni livello della nostra vita.

Gli abitanti della zona dei Campi Flegrei devono scrupolosamente conoscere i sette passi per la sicurezza sismica. Bisogna essere preparati al peggio. Piccoli accorgimenti che potranno essere utili in caso di forte terremoto ma anche di eruzione vulcanica.

 

 

22 maggio 1960: il terremoto più potente di sempre devasta il Cile

Il terremoto di Valdivia del 1960, noto anche come grande terremoto del Cile, o come terremoto di Bío Bío, si è verificato il 22 maggio 1960 alle 14:11 ora locale (19:11 UTC), ed è a oggi il più potente terremoto mai registrato nella storia.  Come riportato su Wikipedia, il sisma ebbe una magnitudo di 9,5. Il suo epicentro fu localizzato nei pressi di Cañete, a circa 900 km a sud di Santiago, ma la città più colpita fu Valdivia. Dopo la scossa principale, una serie di fenomeni tellurici continuò a sconvolgere il Sud del paese fino al 6 luglio. 

Il 24 maggio, trentotto ore dopo la forte scossa, il vulcano Puyehue con un boato riprese la sua attività lungo il suo fianco meridionale. Il vulcano è situato fra due vallate scarsamente popolate delle Ande; di conseguenza l’eruzione ebbe pochi testimoni oculari e ricevette anche scarsa attenzione da parte dei media locali, preoccupati dei danni e dalle vittime causate dal sisma. Il terremoto fu la causa di questa nuova eruzione. L’eruzione si concluse il successivo 22 luglio.

Uno spostamento del fondo del mare, cosiddetto co-sismico, in questo caso di grande entità, ha perturbato l’intera colonna d’acqua soprastante, per tutta la lunghezza interessata della zona di subduzione, generando un grande tsunami. A descriverlo in nostro aiuto l’INGV che ci racconta che lo tsunami si è poi propagato in tutto l’Oceano Pacifico sotto l’azione della forza di gravità, che tende a riportare il livello del mare all’equilibrio. Le onde più alte hanno colpito le coste del Cile dopo circa 20 minuti con altezze di inondazione superiori ai 20 metri. Con il passare delle ore, lo tsunami ha poi investito quasi tutte le coste del Pacifico, sebbene con onde meno alte.

Insomma, giorni tremendi per le popolazioni colpite dal terremoto più grande della storia, dal relativo tsunami e dall’eruzione del vulcano Puyehue!

Fonte https://i0.wp.com/ingvterremoti.com/wp-content/uploads/2020/05/25_513_Hilo_US-Navy-1.png?ssl=1

Lo zaino che può salvarti la vita in caso di terremoto

E’ dimostrato che, in caso di calamità, se la persona intrappolata sotto le macerie si trova in condizioni ideali (senza traumi e in presenza di aria) essa può sopravvivere 72 ore. Il 90% delle persone estratte vive dopo una catastrofe lo è entro i primi 3 giorni. Dopo le possibilità di vita crollano vertiginosamente.

La paura che sta dilagando dopo le ennesime, violente, scosse di terremoto a Pozzuoli vicino i Campi Flegrei è immensa.

Se vivi in zona sismica fatti uno zaino salvavita

Se una persona vive in zona sismica, ad alto rischio, dovrebbe predisporre dentro la propria casa, in ambienti conosciuti, degli zaini salvavita contenenti l’occorrente che può aiutarli a sopravvivere quante più ore possibile. Magari sotto al letto dove si dorme la notte. Da afferrare non appena si sente il boato che precede il terremoto.

Lo zaino deve contenere: una bottiglia di acqua minerale, 3 barrette di cereali, occhiali e mascherina contro la polvere, un paio di guanti, un fischietto e una torcia con delle batterie.

Preparati all’arrivo del sisma e segui scrupolosamente i sette passi della sicurezza sismica. Solo con una attenta prevenzione possiamo salvare vite umane.

Terremoto Taiwan: 101 vite intrappolate sotto le macerie

Sopravvivere sotto le macerie di un terremoto

Terremoto Taiwan: 101 vite intrappolate sotto le macerie. E’ corsa contro il tempo nelle città dell’isola di Taiwan sconvolte ieri da un terremoto di magnitudo 7.4.

Secondo Ansa.it, le autorità sono in contatto con 101 persone sotto le macerie mentre 46 sono considerate disperse.

Il contatto, probabilmente possibile grazie alla rete cellulare, da speranza alle persone di fatto sepolte vive dal crollo degli edifici.

Molti ricorderanno la storia di Khalin Khan che filmò la sua agonia di 10 ore sotto le macerie del crollo del palazzo residenziale dove si trovava. Alla fine la storia ebbe un lieto fine.

Ma come ci si salva quando si è intrappolati sotto il crollo di un edificio? E’ possibile?

Si può sopravvivere se bloccati sotto le macerie?

Sopravvivere sotto le macerie di un crollo dipende da diversi fattori, tra cui la gravità del crollo, la posizione e la condizione della persona intrappolata, nonché la tempestività e l’efficacia del soccorso.

In alcuni casi, le persone intrappolate sotto le macerie possono sopravvivere per diversi giorni se hanno accesso a aria, acqua e spazio sufficiente per muoversi. Tuttavia, è importante sottolineare che il tempo è un fattore critico e le possibilità di sopravvivenza diminuiscono man mano che passa il tempo senza soccorso.

Le persone intrappolate sotto le macerie possono subire ferite gravi, traumi o problemi medici dovuti alla mancanza di acqua, cibo e cure mediche. Inoltre, possono essere a rischio di ipotermia, intossicazione da gas o altri pericoli ambientali.

Se si è coinvolti in un crollo o si conosce qualcuno che lo è, è essenziale contattare immediatamente i servizi di emergenza per avviare le operazioni di soccorso. La tempestività e l’efficacia del soccorso sono fondamentali per massimizzare le possibilità di sopravvivenza nelle situazioni di questo genere.

Quante ore si può sopravvivere sotto le macerie?

E’ dimostrato che, in caso di calamità, se la persona intrappolata sotto le macerie si trova in condizioni ideali (senza traumi e in presenza di aria) essa può sopravvivere 72 ore. Il 90% delle persone estratte vive dopo una catastrofe lo è entro i primi 3 giorni. Dopo le possibilità di vita crollano vertiginosamente.

Anche durante il terremoto che ha sconvolto la Turchia la legge delle 72 ore era ben chiara ai soccorritori.

Preparati all’arrivo del sisma e segui scrupolosamente i sette passi della sicurezza sismica. Solo con una attenta prevenzione possiamo salvare vite umane.

Se vivi in zona sismica fatti uno zaino salvavita

Se una persona vive in zona sismica, ad alto rischio, dovrebbe predisporre dentro la propria casa, in ambienti conosciuti, degli zaini salvavita contenenti l’occorrente che può aiutarli a sopravvivere quante più ore possibile. Magari sotto al letto dove si dorme la notte. Da afferrare non appena si sente il boato che precede il terremoto.

Lo zaino deve contenere: una bottiglia di acqua minerale, 3 barrette di cereali, occhiali e mascherina contro la polvere, un paio di guanti, un fischietto e una torcia con delle batterie.

Il terremoto di Taiwan era stato predetto ad ottobre 2023!

Il ricercatore che ha predetto il terremoto di Taiwan

Il terremoto di Taiwan era stato predetto ad ottobre 2023! Proprio così! Anche se è impossibile prevedere con certezza quando ci sarà un terremoto, il ricercatore Wang Chung-ho (汪中和) dell’Academia Sinica’s Institute of Earth Sciences aveva chiaramente detto che “un terremoto catastrofico colpirà Taiwan entro 10 anni” (a “catastrophic earthquake” could occur within the next 10 years).

La catastrofica previsione si è purtroppo trasformata in realtà quando oggi un sisma di magnitudo 7.4 ha devastato l’isola cinese.

Come ha fatto il ricercatore ha prevedere il terremoto?

In realtà che Taiwan venisse colpita da un fortissimo sisma lo si sapeva da sempre. Anche se non è possibile sapere quando ci sarà un terremoto, il realtà sappiamo benissimo dove esso colpirà. In tutto il mondo. E l’isola di Taiwan è tra i punti a più alto rischio sismico del mondo.

Wang Chung-ho, analizzando la storia dei terremoti che hanno colpito Taiwan, ha constatato che Taiwan ha terremoti ciclici che si ripetono con una frequenza di un terremoto di magnitudo 7 o superiore una volta ogni 30 anni circa. 

Il ricercatore ha dichiarato il terremoto in una intervista al China Times

Il ricercatore Wang Chung-ho, il 25 ottobre 2023, ha rilasciato un’intervista al China Times prevedendo un possibile terremoto catastrofico a Taiwan, circa 6 mesi prima del terremoto devastante di oggi!

Il testo completo dell’intervista è riportato dal portale Taiwan News ed oggi la notizia fa semplicemente venire i brividi.

E’ possibile prevedere un terremoto?

Se non si può prevedere quando ci sarà il prossimo terremoto, di sicuro posiamo dire esattamente dove! Taiwan, Giappone, California sono siti ad alto pericolo sismico dove la possibilità che avvenga un terremoto è altissima.

Il lavoro del ricercatore Wang Chung-Ho dimostra che il lavoro sulla prevenzione sismica e prevenzione terremoto è di fondamentale importanza per salvare vite umane. Perchè non sappiamo quando ci sarà, ma di sicuro sappiamo dove!

Un terremoto non si può prevedere con certezza ma di sicuro si può prevenire.

E’ importante prevenire il terremoto applicando i sette passi della sicurezza sismica

Così come è altissima la probabilità che un sisma catastrofico avvenga in Italia.

La mappa della pericolosità sismica (qui a disposizione dall’INGV “Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia“) dimostra chiaramente che in Italia sono davvero pochissime le zone a basso rischio sismico!

Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. La mappa indica, in base ai colori, dove è più probabile che accada un evento sismico.

Come si può vedere dalla mappa, gran parte del territorio italiano è ad alto rischio sismicoQui puoi vedere i terremoti nel mondo in tempo reale!

Il ricercatore che ha predetto il terremoto di Taiwan

Taiwan devastata da un sisma di magnitudo 7.4: morti e dispersi

Taiwan Eartquake fonte Ansa.it

L’isola di Taiwan colpita da un fortissimo sisma di magnitudo 7.4. Il terremoto ha colpito la costa orientale. Notizie di morti e dispersi.

In basso in questo articolo aggiornamenti live, visto che la situazione cambia di ora in ora.

Il sisma, secondo l’Istituto geofisico statunitense Usgs, è stato localizzato a 18 km a sud-est di Hualien City, a circa 155 km a sud della capitale Taipei, ad una profondità di 34,8 km. Fonte e notizie da Ansa.it.

58 scosse di assestamento!

Dopo la prima scossa ce ne sono state altre 58 di assestamento, nove delle quali misurate tra magnitudo 5 e 6. Altre due hanno superato la magnitudo 6 secondo i dati del Centro sismologico Cwa. Lo riporta Il Taipei Times. Il terremoto di questa mattina è stato avvertito in tutta Taiwan, poiché il sisma è stato poco profondo, ha spiegato il direttore del Cwa Wu Chien-fu.

L’isola di Taiwan è a rischio sismico?

Taiwan è considerata una zona sismica attiva a causa della sua posizione geografica. Si trova al confine tra due placche tettoniche principali: la placca euroasiatica e la placca filippina. Il movimento delle placche tettoniche lungo la faglia tra queste due placche causa frequenti terremoti e attività sismica nella regione.

In particolare, Taiwan è situata lungo il “Cerchio di Fuoco del Pacifico“, una zona ad alta attività sismica e vulcanica che circonda l’Oceano Pacifico. Questo significa che l’isola è esposta a terremoti sia di origine superficiale che profonda.

La densità della popolazione e l’urbanizzazione delle aree costiere di Taiwan aumentano il rischio associato ai terremoti, in quanto possono causare danni significativi alle infrastrutture e alle abitazioni. Inoltre, la presenza di montagne e colline aumenta il rischio di frane e smottamenti durante eventi sismici.

Pertanto, Taiwan è considerata una zona sismica pericolosa e le autorità locali e nazionali adottano misure di prevenzione e preparazione per affrontare questa minaccia naturale. Un’isola geologicamente difficile, al pari del Giappone. Zone dove la prevenzione sismica e la prevenzione terremoto è fondamentale per salvare vite.

Aggiornamenti live

Alle 09:00 del 04/04/2024 l’ultimo aggiornamento riportato da Ansa.it parla di 9 morti e 1.050 feriti accertati dalle autorità. “Le autorità rendono noto di essere in contatto con 101 persone isolate, anche se mancano all’appello almeno 46 persone” (Ansa.it).

Il sito Prevenzione terremoto ha scoperto che un ricercatore aveva predetto il terremoto catastrofico che ha colpito l’isola ad ottobre 2023! Qui trovate l’interessante articolo. Si tratta della drammatica previsione del ricercatore Wang Chung-Ho di cui a parlarne per primo è stato proprio il nostro sito www.prevenzioneterremoto.it

Vivi in zona sismica? Le regole che ti salveranno la vita

Vivi in zona sismica? Le regole che ti salveranno la vita!

Tutta la catena appenninica che, partendo dall’Emilia-Romagna, attraversa da Nord a Sud l’Italia fino ad arrivare in Sicilia è stata fortemente colpita, nel corso dei secoli, da altri eventi sismici. Proprio in queste località è normale attendersi un nuovo evento sismico. Un evento sismico a Cagliari è altamente improbabile. Un terremoto a L’Aquila, a Messina, nella zona dell’Irpinia oppure a Catania è invece certo.

Come posso prepararmi ad un terremoto?

Noi di Prevenzione Terremoto, sulla base di quanto fatto in altri paesi altamente sismici (come la California o il Giappone) diamo semplici indicazioni che possono salvarti la vita in caso di forte sisma. Se vivi in una zona ad alto potenziale sismico. Qui il link diretto.

1.Proteggi il tuo spazio – Proteggi il tuo spazio fissando i mobili alle pareti, togliendo gli oggetti pesanti dai ripiani in alto. Spesso si sottovalutano i pericoli che mobili ed oggetti pesanti costituiscono durante un forte sisma. Guarda il video per capire.  Se non sei sicuro, fatti fare una perizia tecnica di casa tua da un ingegnere. Segui i consigli per diminuire il rischio sismico nella propria casa.

2.Crea un piano di emergenza – Pianifica la sicurezza creando un piano di emergenza. Coordinati con i tuoi familiari in modo che tutti sappiano dove ritrovarsi (ad esempio un luogo pubblico conosciuto) dopo un evento catastrofico. Ognuno ha l’obbligo di portarsi in questo punto prestabilito per ricostruire il nucleo familiare.

3.Organizza i materiali di emergenza – Crea facili ed economici ZAINI SALVAVITA. Posizionali dentro casa in luoghi comodi e conosciuti. Ad esempio uno sotto ad ogni letto. Se la tua casa crolla durante un terremoto c’è l’eventualità che i soccorritori impieghino diverse ore a raggiungerti. Potresti aver modo di raggiungere lo zaino che ti permetterà di sopravvivere. Lo zaino deve contenere le cose necessarie a RESISTERE ALMENO 72 ORE sotto le macerie: una bottiglia di acqua minerale, 3 barrette di cereali, occhiali e mascherina contro la polvere, un paio di guanti, un fischietto e una torcia con delle batterie.

4.Ridurre al minimo le difficoltà finanziarie – Riduci al minimo le difficoltà finanziarie organizzando documenti importanti (magari scansionandoli e salvandoli in servizi Cloud), migliorando il comportamento sismico della tua abitazione e prendendo in considerazione un’assicurazione.

5.Accucciati, copriti e resisti – Accucciati in terra, proteggiti e tieni duro quando la terra trema. Segui le indicazioni di questo video.

6.Migliorare la sicurezza – Migliorare la sicurezza dopo i terremoti evacuando l’abitazione, aiutando i feriti e prevenendo ulteriori danni.

7.Riconnetti e ripristina – Ripristina la vita quotidiana ricollegandoti con gli altri, riparando i danni e ricostruendo la comunità. Sperando nelle Istituzioni……

 

Terremoto in Giappone: che danni avrebbe causato in Italia la stessa scossa?

E’ di poche ore fa la notizia di un violentissimo terremoto in Giappone di magnitudo Richter 7.6, preceduto da un forte boato.

Il sisma, con epicentro nella zona Nord-Est di Anamizu, in una penisola protesa nel mar del Giappone di fronte alle coste della Corea.

Allo stato attuale il sisma ha causato quasi 50 morti, un numero molto elevato specialmente considerando l’alto grado di preparazione al terremoto che esiste in Giappone.

Cosa accadrebbe in Italia se si scatenasse un uguale sisma con Magnitudo Ritcher 7.6 in una zona altamente popolata?

Difficile stabilirlo con esattezza.

Basti pensare però che il terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009 ebbe una magnitudo momento (Mw) di “soli” 6.3 Ritcher che provocò 309 morti.

Cercando di capire l’intensità della scala Ritcher paragonandola all’equivalenza con la potenza di esplosione del TNT basti fare questo raffronto:

  • Sisma Ritcher 6,0 = TNT equivalente 85.000 tonnellate
  • Sisma Ritcher 7,5 = TNT equivalente 2.700.000 tonnellate

Praticamente il terremoto registrato ieri in Giappone ha causato “solo” 50 morti anche se è stato almeno 30 volte più potente di quello de L’Aquila (che ha provocato 309 morti) se lo raffrontiamo in base al TNT equivalente.

Pare evidente che, sperando sempre che non avvenga mai un terremoto così potente in Italia, la nostra bella penisola sarebbe tremendamente vulnerabile a ciò.

Meglio quindi concentrarsi sulla prevenzione e sulla cultura del terremoto, nella speranza che le popolazioni delle zone a più alto rischio sismico adottino almeno i 7 passi della sicurezza sismica.

Paura ad Allerona: la scossa di terremoto più forte [3.6 Ritcher]

Paura ad Allerona, paesino umbro alle porte del Lazio.

Un terremoto di magnitudo ML 3.6 è avvenuto nella zona: 4 km SE Allerona (TR), ad una profondità di 11 km, come segnalato dalla Sala Sismica INGV-Roma.

La popolazione ha nettamente avvertito la scossa, probabilmente preceduta da un boato.

Scossa avvertita anche in molti paesi dell’Alta Tuscia viterbese. 

E’ il terremoto più forte segnalato in zona, ancora più forte della scossa di ML 3.55 avvertita nelle vicinanze il 9 febbraio 1994, sempre verso le 21:00.

Anche nella zona della vicina Orvieto, storicamente, ci sono stati terremoti con magnitudo che può superare ML 5.0.

Bisogna avere paura?

L’Italia è considerata praticamente tutta a rischio sismico quindi dobbiamo convivere con i terremoti, consapevoli che soltanto con una attenta prevenzione si potranno minimizzare gli effetti di un sisma sul territorio.

Seguire i 7 passi della prevenzione sismica, potrebbe essere un buon inizio.

Emissioni CO2 nel mondo: davvero pensi che l’auto elettrica migliorerà la situazione? LEGGI QUI!

Introduzione: Le crescenti preoccupazioni ambientali hanno portato a un’aumento dell’attenzione sulle emissioni di gas serra in vari settori, tra cui quello automobilistico, navale e aereo. In questo articolo cercheremo di esaminare le emissioni prodotte dalle automobili di tutto il mondo, confrontandole con il consumo energetico di navi e aerei commerciali.

Stima molto difficile se non impossibile. Utilizzando i vari canali informativi però cercheremo di essere quanto più realistici possibile.

Le Emissioni delle Automobili nel Mondo

Il settore automobilistico è uno dei principali contributori alle emissioni globali di gas serra. Si stima un parco veicoli di circa 1 milione in tutto il mondo. Considerando che la maggior parte dei veicoli vede la presenza, al suo interno, di pochi occupanti, è logico attendersi un forte impatto delle automobili a livello di emissioni di CO2 in atmosfera. Prevenire ciò è di fondamentale importanza.

Considerando che la maggior parte delle automobili viene usata soltanto poche ore al giorno, stimando un utilizzo medio di 2 ore al giorno con un consumo di 10km/litro, tutte le vetture del mondo consumano 14,5 milioni di tonnellate di carburante al giorno!

Tenuto conto della quasi impossibilità di riuscire a fare una stima attendibile, il dato che ne esce è comunque molto preoccupante ma il confronto con le altre forme di trasporto, navi ed aerei commerciali in primis, nasconde innumerevoli sorprese.

Le Emissioni nei Cieli: Aerei Commerciali

L’aviazione commerciale è un’altra fonte importante di emissioni di gas serra. Questo paragrafo esplorerà il consumo energetico degli aerei commerciali. Secondo i dati aggiornati di ChatGPT ogni giorno ci sono circa 100.000 voli commerciali per un totale di 160.000ore di volo! Considerando un consumo medio, relativo un Boeing 737, di circa 3 litri di combustibile per ogni passeggero e per ogni ora di volo, il traffico aereo consuma ben 90.000 tonnellate di carburante al giorno!

Il Consumo Energetico delle Navi Commerciali

Se i numeri dell’automotive e del traffico aereo appaiono immensi, nulla in confronto al traffico commerciale marittimo!

Le navi commerciali svolgono un ruolo cruciale nel trasporto di merci su scala mondiale, ma il loro consumo energetico ha un impatto significativo sull’ambiente. Grazie al database mondiale MarineTraffic il sito di informazione Agi.it ha stimato, in un mese, 800 milioni di posizionamenti per 18 milioni di navi (media di 1,43 tratte al giorno per nave). Da una semplice valutazione numerica si possono stimare un totale di oltre 125 milioni di imbarcazioni (medio-piccole) oltre le 24000 navi cargo di grandi dimensioni e le 350 navi da crociera . Numeri spaventosi che portano ad una stima di 394 milioni di tonnellate di combustibile al giorno!

Confronto e Implicazioni Globali

Il confronto tra le emissioni delle automobili, il consumo energetico delle navi e le emissioni degli aerei commerciali pare difficoltoso ma mette subito in evidenza una cosa: anche nelle condizioni peggiori immaginabili i consumi legati all’automotive (e quindi le relative emissioni in atmosfera) sono minimi se confrontati con quelli del trasporto aereo/marittimo!

Conclusione

In conclusione, il raffronto tra le emissioni delle automobili, il consumo energetico delle navi e le emissioni degli aerei commerciali evidenzia l’importanza di adottare approcci sostenibili in tutti i settori del trasporto. Le sfide legate alle emissioni richiedono soluzioni innovative e collaborative per ridurre l’impatto ambientale e promuovere un futuro più sostenibile per il nostro pianeta.

Siamo però convinti che la spinta di ogni costruttore (e delle scelte politiche europee) verso automobili elettriche sia davvero la priorità per salvare il pianeta? Siamo convinti che l’impegno (limitato praticamente ai soli stati dell’Unione Europea) per la fine della produzione di auto endotermiche entro il 2035 serva a qualcosa dopo aver letto i numeri sopra?

Tesla, leader innovativo del settore, ha da poco presentato il mostruoso Cybertruck ,ennesima automobile che punta più sull’effetto “wow” che sulla sostenibilità.

Ha senso produrre auto elettriche che montano pneumatici larghi e alti? Suv elettriche che hanno accelerazioni migliori di una supercar endotermica?

Se il fine fosse davvero il risparmio di carburante, non converrebbe barattare l’estetica e le prestazioni con una maggiore autonomia? 

Prevenzione Terremoto, sempre attenta alla salute del nostro unico pianeta e non solo alla prevenzione dai terremoti, crede che bisogna intervenire immediatamente per limitare il traffico aereo (e non incentivarlo come accaduto negli ultimi 15 anni) anche perchè oggi è possibile incontrarsi virtualmente, per lavoro, grazie alle potenzialità dei nostri socials.

Il commercio, la globalizzazione, spingono milioni di utenti ad acquistare effimeri oggetti online (su piattaforme come Wish, Aliexpress, Amazon o Ebay) senza pensare che, gli stessi, arriveranno a casa nostra sprecando milioni di tonnellate di combustibile!

Per un mondo più green dobbiamo, anzitutto, partire da noi e modificare le nostre malsane abitudini commerciali. La vera transizione energetica parte da qui.