Forte terremoto a largo di Fukushima di 7.3 Ritcher: torna l’incubo!

Un terremoto di magnitudo 7.3 è stato registrato nella regione del Tohoku, a nord est del Giappone, alle 23:36 ora locale (le 15:36 in Italia).

La scossa ha avuto epicentro in mare a largo della prefettura di Fukushima a 60 chilometri di profondità, rende noto la Japan meteorological agency (Jma), che ha lanciato un allarme tsunami e ha classificato l’intensità della scossa in 6 sulla scala nipponica di misurazione massima di 7 livelli.

Fonte Ansa

Avvertito in larga parte del Giappone.

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Terremoto Calabria: non si è trattato della stessa faglia che distrusse Messina

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Terremoto Calabria: non si è trattato della stessa faglia che distrusse Messina

Terremoto Calabria

La violenta scossa avvertita nel vibonese il 20/01/2022 ha messo paura a molti. Molte persone si sono riversate in strada .

Il sisma, con una magnitudo pari a 4.3MW, è avvenuto nella zona: Costa Calabra sud occidentale (Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio di Calabria) come riportato da INGV. La profondità è di 10km.

Il terremoto in Calabria di oggi non è stato originato dalla fascia dal quale partì il grande sisma del 1908

Studiando il database DISS la faglia sulla quale si trova l’ipocentro del sisma di oggi è la faglia di Sant’Eufemia, ben diversa dalla faglia dell’Arco Calabro dove si generò il terribile terremoto del 1908 che distrusse Messina e Reggio Calabria. Quindi non c’è una connessione diretta dal terremoto di Vibo Valentia e Lamezia Terme e quello di Messina.

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Calabria: una sismicità antica e pericolosa la sta avvicinando alla Grecia

La Calabria si sposta in media più di 4 millimetri all’anno. Ciò comporta un aumentare delle forze geologiche sotto la crosta terrestre che a piccoli passi portano verso tremendi terremoti.

Studiando la mappa dell’evento scaricabile direttamente dal sito INGV al seguente link si può capire che questo movimento, lento ed inesorabile, ha portato negli ultimi 400 anni a 3 terremoti devastanti e potentissimi. L’intervallo temporale di ogni terremoto è di circa 100/120 anni.

Dal 1908 in poi non ci sono stati eventi tellurici devastanti, segno che la pericolosità sismica sta crescendo di mese in mese.

Non è possibile prevedere il terremoto ne dove colpirà, ma una buona prevenzione sismica permetterebbe di alleviare i danni da esso causati. Leggi le sette regole della prevenzione sismica.

Nel 2020 altro sciame sismico: Moretti consigliò di dormire in macchina

Lo scorso 24 febbraio 2020 ci furono altre forti scosse nella zona di Cosenza.

Allora, il geologo Moretti (che pe molti anni lavorò proprio sulla sismicità Calabra) avvertì la popolazione dicendo: “Dormite vestiti e tenete la macchina vicino casa, potrebbe venire una scossa seria”

Su quattro terremoti catastrofici che hanno colpito la Calabria settentrionale negli ultimi 400 anni, due (quella del 1638 e quella 1832) sono stati preceduti da una scossa “premonitrice” un giorno prima, conclude Moretti che in quanto geologo è esperto in particolare in materia di storicità dei terremoti.

51 casi in 24 ore: Amatrice verso la ZONA ROSSA

51 casi in 24 ore: Amatrice verso la ZONA ROSSA. Il numero totale dei contagi torna a salire. Nelle ultime 24 ore si registrano 51 nuovi soggetti positivi al test Covid 19. Si registrano anche 49 nuovi guariti. Il numero dei tamponi eseguiti è stato di 326. Quello totale 70.902. Il numero totale dei positivi in provincia di Rieti è salito a 1.008.

Lo riporta Il Corriere di Rieti nell’articolo integrale che potete leggere qui.

Come si diceva a preoccupare sono i contagi in alcuni Comuni della provincia. La situazione, a parte Fara in Sabina in zona rossa fino a venerdì, ma con la situazione dei contagiati in via di normalizzazione, si continuano a monitorare i casi ad Amatrice dove il trend continua a salire (44) e la giunta è pronta a chiedere la zona rossa per tutelare i residenti, per lo più persone anziane.

Tempi sempre duri per il tanto amato paese laziale, già devastato qualche settimana fa per l’improvvisa morte del Sindaco di Amatrice Antonio Fontanella.

Amatrice di nuovo sotto shock: muore il Sindaco Fontanella

Amatrice di nuovo sotto shock: muore il Sindaco Fontanella.

Un nuovo lutto colpisce la cittadina del centro Italia già pesantemente colpita dal sisma del 2016. Come riportato oggi da tutte le testate giornalistiche come Ilmessaggero, oggi si è spento Antonio Fontanella attuale Sindaco di Amatrice. Nei giorni scorsi, il sindaco, 70 anni, era stato colpito da ischemia ed era stato ricoverato al policlinico Gemelli, trasportato in eliambulanza.

Fontanella, già in passato primo cittadino di Amatrice, era succeduto a Sergio Pirozzi. Era stato eletto sindaco il 27 maggio 2019, mentre in passato aveva ricoperto lo stesso ruolo per due mandati ed era stato assessore alle Attività produttive del Comune di Amatrice.

In quasi due anni di mandato, insieme al commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini, Fontanella aveva elaborato progetti per velocizzare la ricostruzione del paese, duramente colpito dal terremoto del 24 agosto 2016.

Un nuovo ostacolo per la rinascita di Amatrice che a piccoli passi provava a far partire la ricostruzione.

Terremoto a L’Aquila: avvertito dalla popolazione

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Terremoto a L’Aquila: avvertito dalla popolazione evento sismico oggi 10 febbraio 2021.

La scossa è stata avvertita dalla popolazione, specialmente di Coppito, Pettino, Pile e Pizzoli.

E’ avvenuta alla 12:39 ora italiana secondo INGV. Magnitudo ML 2.5

Tutte le caratteristiche del sisma qui.

La zona de L’Aquila non è nuova a fenomeni sismici ai quali oramai i cittadini sono abituati.

Sempre importante lavorare sulla informazione e sulla formazione della popolazione su come prevenire un forte terremoto.

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Terremoti Italia: il resoconto degli ultimi 20 anni

Terremoti Italia: il resoconto degli ultimi 20 anni. Un dicembre 2020 ricco di eventi sismici “percepiti” dagli italiani ha portato ansia e paura. Analizziamo l’ultimo ventennio di terremoti italiani.

Il 2020 è stato l’anno dei terremoti?

Analizzando l’incredibile database messoci a disposizione dall’Istituto Italiano di Geologia e Vulcanologia INGV, possiamo ricostruire la storia dei terremoti italiani degli ultimi 20 anni.

Freddi numeri, suddivisi per eventi e magnitudo, ci aiuteranno a capire se effettivamente il 2020 è stato l’anno dei terremoti o no.

Perchè molti lo hanno definito il 2020 come l’anno dei terremoti? Semplicemente perchè gli italiani hanno passato più tempo a casa a causa del lockdown di marzo-aprile e dei blocchi noi imposti dal Governo dopo ottobre.

Più tempo da passare sui social, sempre più ricchi di “pagine” che trattano argomenti legati al terremoto e che, a caccia di click, creano allarmismo anche per piccoli eventi sismici spesso anche solo strumentali.

Nel 2020 il sisma più forte è stato in Sicilia

Il 2020 è stato un anno normalissimo, dal punto di vista sismico.

Come si vede nel grafico sotto riportato creato da PrevenzioneTerremoto.it, i terremoti strumentali totali si stanno abbassando, in numero, dopo i record stabiliti durante la crisi sismica dell’Italia centrale del 2016. Stiamo tornando, a piccoli passi, ai livelli pre-2009, quindi in numero totale stiamo rientrando verso medie precedenti al terremoto de L’Aquila.

Lista dei terremoti italiani degli ultimi 20 anni www.prevenzioneterremoto.it

Anche soffermandoci a terremoti con magnitudo maggiore a 4.0 gradi Ritcher, vediamo che la tendenza ovviamente rispecchia i dati sopra riportati. Interessante è vedere i tre “picchi” legati agli anni 2009, 2012 e 2016 (rispettivamente il terremoto de L’Aquila, quello di Modena e quello di Amatrice).

Lista dei terremoti italiani Magnitudo>4 degli ultimi 20 anni www.prevenzioneterremoto.it

Il sisma più forte è avvenuto il 22 dicembre 2020 in Sicilia vicino Ragusa, con una Mw 4.4 ad una profondità di 30 km. Chiaramente avvertito dai siciliani, ha destato forte preoccupazione. Un evento tellurico legato alla faglia Scigli-Giarratana, assolutamente normale geologicamente parlando.

Come si vede nella tabella, invece il sisma più forte degli ultimi 20 anni è stato quello con epicentro a Norcia di 6.5 gradi Ritcher.

Vignanello, Gallese e Corchiano: possibili aree per il deposito di rifiuti nucleari

Vignanello, Gallese e Corchiano: possibili aree per il deposito di rifiuti nucleari. Dopo sei anni di attesa, emanata nella notte la Cnapi, sigla di Carta nazionale delle aree più idonee su 67 selezionate.

Il 30 dicembre la Sogin, la società pubblica di gestione del nucleare, ha ricevuto il nullaosta del Governo e nella notte tra il 4 e il 5 gennaio ha pubblicato sul sito web https://www.depositonazionale.it/ la documentazione completa, il progetto e la carta segretissima, attesissima e temutissima per anni, tenuta dal 2015 sotto riservatezza assoluta con minaccia di sanzioni penali per chi ne rivelasse dettagli. A riportarlo oggi IlSole24ore.com.

Viterbo: una tra le provincie più “idonee”

La tanto attesa mappa indica soltanto le aree dove potenzialmente potrà essere costruito il nuovo deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, rifiuti che oggi sono distribuiti dal Piemonte alla Sicilia.  Le somme stanziate sono di circa 1,5 miliardi di euro.

La provincia di Viterbo è tra le provincie che contiene la maggior parte delle aree tecnicamente “buone” per la costruzione del deposito nazionale.

I Comuni interessati sono: Vignanello, Gallese, Corchiano, Ischia e Montalto di Castro, Canino, Tuscania e Tarquinia.

Nella mappa qui sotto sono evidenziate le zone prossime ai Comuni di Vignanello, Gallese e Corchiano che comunque interessano anche le aree comunali limitrofe come quelle di Vasanello e di Civita Castellana.

La mappa è stata estratta dal relativo sito del deposito nazionale Sogin.

In totale individuate 67 aree ritenute idonee

Nel documento dove sono state individuate 67 aree che soddisfano i 25 criteri stabiliti nel 2014-2015 come raccontato dal Corriere.it dal quale si riportano i dati più importanti .

Si tratta di Comuni raccolti in cinque macrozone, che potremmo definire così:

  1. Piemonte con 8 aree tra le province di Torino e Alessandria (Comuni di Caluso, Mazzè, Rondissone, Carmagnola, Alessandria, Quargento, Bosco Marengo e così via);
  2. Toscana-Lazio con 24 aree tra Siena, Grosseto e Viterbo (che comprendono i Comuni di Pienza, Campagnatico, Ischia e Montalto di Castro, Canino, Tuscania, Tarquinia, Vignanello, Gallese, Corchiano);
  3. Basilicata-Puglia con 17 aree tra Potenza, Matera, Bari, Taranto (Comuni di Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Gravina, Altamura, Matera, Laterza, Bernalda, Montalbano, Montescaglioso;
  4. Sardegna (14 aree) in provincia di Oristano (Siapiccia, Albagiara, Assolo, Usellus, Mogorella, Villa Sant’Antonio) e nel Sud Sardegna (Nuragus, Nurri, Genuri, Setzu, Turri, Pauli Arbarei, Ortacesus, Guasila, Segariu, Villamar, Gergei e altri);
  5. Sicilia, 4 aree nelle province di Trapani, Palermo, Caltanissetta (Comuni di Trapani, Calatafimi, Segesta, Castellana, Petralia, Butera). La mappa nei dettagli si può consultare sul sito depositonazionale.it .

78000 mc di scorie radioattive

Sempre il Corriere.it ci svela come sarà fatto il deposito.

La superficie necessaria al Deposito sarà tutto sommato modesta, e pari a 150 ettari, di cui 110 per il Deposito e 40 per il Parco tecnologico. Una volta riempito, il Deposito avrà tre barriere protettive, e sarà poi ricoperto da una collina artificiale, una quarta barriera, e da un manto erboso. Le barriere ingegneristiche dovranno garantire l’isolamento dei rifiuti radioattivi per più di 300 anni, ovvero fino al loro decadimento a livelli tali da non essere più nocivi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Si tratterà di 78mila metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media attività.

Ora parte la prima consultazione pubblica in Italia

Parte ora, a Piccoli Passi, la prima consultazione pubblica mai avvenuta in Italia. La Sogin dovrà aspettarsi le osservazioni di Regioni, soggetti interessati ed enti locali nei prossimi quattro mesi. Si passerà alla fase delle «manifestazioni di interesse» dei territori.  Una volta individuato il sito serviranno quattro anni per la costruzione.

Lo sciame sismico di Verona deve preoccupare? Forse…

Lo sciame sismico di Verona deve preoccupare? Forse… L’area colpita in queste ore da diversi terremoti di magnitudo importante, è stata l’epicentro del più grande terremoto dell’area padana di cui si abbia memoria: il terremoto di Verona del 1117!! 

Quasi in contemporanea con il fortissimo sisma che ha devastato la Croazia nelle ultime ore, un’area a sud di Verona oggi è stata colpita da una serie di terremoti importanti:

L’epicentro è stato localizzato da INGV vicino Salizzole (VR).

Come si può vedere dalla seguente mappa, la zona colpita dal sisma sembrerebbe non avere un elevato grado di pericolosità sismica ed invece….

Un terremoto in un’area non considerata ad elevate pericolosità sismica: perchè?

La citata mappa farebbe pensare che l’area sia a basso rischio sismico. Invece lo sciame sismico è intenso ed il sisma di oggi pomeriggio, con magnitudo Ritcher 4.4 e profondità ipocentrale di 9km, ha destato paura.

Terremoto di Verona: dobbiamo preoccuparci?

Anche se, ad oggi, non è possibile prevedere i terremoti noi italiani possiamo contare su un grande catalogo storico dei terremoti che hanno colpito la nostra penisola.

Purtroppo la zona a sud di Verona è stata già colpita nel 1117 da un tremendo terremoto che causò morti e danni.

Si tratta del terremoto di Verona del 1117 che ebbe una magnitudo momento di ben 6.9 : il più forte evento sismico avvenuto nell’area padana di cui si abbia notizia!

L’epicentro del 1117 è praticamente sovrapponibile a quello di oggi.

Quindi bisogna stare tranquilli oppure no? Ci saranno ulteriori repliche? Magari più forti? 

Purtroppo non possiamo dirlo e non possiamo prevedere se stanotte o domani o tra una settimana ci saranno altre repliche.

Però dobbiamo dire che se un luogo è stato colpito da un forte sisma, potenzialmente si potrà verificare di nuovo un terremoto avente una magnitudo uguale o superiore a quella del precedente terremoto.

Tenendo quindi presente che l’area, nel 1117, è stata sconvolta da uno dei terremoti più forti mai capitati sulla penisola italiana, bisogna tenersi sempre pronti ed attuare tutte le accortezze per prevenire gli effetti di un possibile evento sismico di fortissima intensità.

Applicare sempre la sicurezza del terremoto con la consapevolezza di essere in una zona molto, molto sismica. Che oramai tace da 1100 anni.

Terremoto ad Accumoli: torna a tremare Amatrice

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Terremoto ad Accumoli: torna a tremare Amatrice. Un terremoto di magnitudo ML 3.0 è avvenuto nella zona di Accumoli (RI), alle 19:02:47 (UTC +01:00) ora italiana.

Le coordinate geografiche (lat, lon) sono 42.7, 13.29 e la profondità dell’ipocentro è di 11 km.

Il terremoto è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma.

Il sisma è stato avvertito dalla popolazione, anche di Amatrice, già fortemente colpita dal tremendo terremoto del 24 agosto 2016.

A pochi giorni quindi dall’Anniversario del terremoto dell’Irpinia, una scossa assolutamente normale per l’Appennino centrale, scuote la notte delle popolazioni locali.

Sempre importante la prevenzione del terremoto, con i sette passi della sicurezza antisismica.